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Àbano Tèrme

comune in provincia di Padova (10 km), 14 m s.m., 21,57 km², 18.260 ab. (aponensi), patrono: san Lorenzo (10 agosto).

Cittadina termale situata nella pianura compresa tra il fiume Bacchiglione, il canale della Battaglia e le estreme propaggini nordorientali dei Colli Euganei. Già insediamento paleoveneto, lega la sua storia a quella delle terme. Frequentatissime in epoca romana (Aponum o Aquae Patavinae), furono ripristinate da Teodorico (sec. VI) e distrutte da Agilulfo nel 601. Iniziò quindi un periodo di decadenza, che terminò nel sec. XIII sotto il comune di Padova, quando venne ripristinata la stazione termale. Fu coinvolta nelle lotte tra i signori di Padova, i Da Carrara, e i veronesi Della Scala: nel 1314 fu distrutta da Cangrande della Scala. Con la dominazione veneziana (1405) le terme riacquistarono notorietà, per decadere poi nuovamente finché non vennero riattivate dopo il 1765. § L'abitato, di impronta moderna, si sviluppa lungo larghi viali e attorno ad ampie piazze. La chiesa di San Lorenzo, ricostruita nel sec. XVIII, conserva dell'originaria costruzione trecentesca il campanile in cotto. Nella frazione Monteortone sorge il santuario della Vergine, eretto nel luogo in cui fu trovata nel 1428 un'immagine miracolosa della Madonna; all'interno conserva opere di Iacopo da Montagnana (1494-96). § Rinomato centro di cure, incentra la sua economia sulle attività turistiche e termali. L'industria opera nei comparti chimico, dei cosmetici, delle calzature, dell'abbigliamento e del legno.

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