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Àrdea

comune in provincia di Roma (42 km), 37 m s.m., 50,90 km², 26.711 ab. (ardeatini), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro situato su un rilievo tufaceo a poca distanza dalla costa tirrenica. Antico e fiorente centro dei Rutuli, fu alleato dei Latini contro i Romani, sconfitto dai quali (sec. VI a. C.) visse un periodo di grave decadenza. Proprietà del monastero di San Paolo in età medievale, passò poi in feudo ai Colonna che nel 1564 lo vendettero ai Cesarini. § L'abitato conserva i resti delle fortificazioni arcaiche, dell'antica acropoli, di un tempio (sec. VI a. C.) e di una basilica romana (sec. I a. C.). La chiesa di San Pietro (sec. XII), con facciata in tufo in stile romanico-lombardo, conserva all'interno opere di Giacomo Manzù. In agricoltura prevalgono cereali, frutta, ortaggi e produzione di vini DOC e IGT; vi sono aziende nel settore meccanico e dell'edilizia. § È centro turistico, sia balneare sia escursionistico, con ricettività e strutture ricreative ed è ricco di sorgenti di acque minerali per l'imbottigliamento e le cure. § Presso la casa di Manzù, che nel centro trascorse gran parte della vita, ha sede la Raccolta Amici di Manzù, esposizione permanente della produzione dell'artista a partire dal 1937.