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Àssoro

comune in provincia di Enna (27 km), 850 m s.m., 111,50 km², 5393 ab. (assorini), patrono: Santi Petronilla e Nicola da Tolentino (terza domenica di luglio).

Centro dei monti Erei, situato nell'alto bacino del fiume Dittaino. Antico insediamento siculo, poi greco (Assoros) e romano, fu conquistato dagli Arabi (939), che lo fortificarono. Nel 1061 passò ai Normanni che lo donarono al vescovo di Catania. A partire dal 1299 fu assegnato a vari signori, con il titolo di conti, fino ai Valguarnera, cui rimase dal 1393 al 1812. § Il paese conserva un impianto medievale. La chiesa madre di San Leone, eretta con probabilità nel sec. XII e più volte rimaneggiata, custodisce due sepolcri della famiglia Valguarnera, una croce processionale in argento e smalti di Vincenzo Archifel (sec. XV), oltre a sei statue lignee di santi e un fonte battesimale del sec. XVI. Un arco a sesto acuto congiunge la chiesa al palazzo Valguarnera, che presenta, al centro della facciata, un balcone retto da mensole decorate. Nella chiesa dei Carmelitani (sec. XV) si trova il sepolcro di Francesco Valguarnera, di scuola gaginesca (1491). L'abitato è dominato dai pittoreschi resti del castello feudale. § L'economia si basa prevalentemente sulla produzione di cereali, agrumi e olive, cui si affianca l'allevamento. L'industria opera nei settori alimentare (formaggi e bibite), chimico (detersivi), dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.