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Àvio

comune in provincia di Trento (47 km), 131 m s.m., 68,83 km², 3918 ab. (aviensi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro situato nella media val Lagarina, ai piedi della catena del monte Baldo. Vicus romano, nel Medioevo fu prima possesso dei principi-vescovi di Trento, quindi feudo dei Castelbarco. Nel sec. XV passò a Venezia, che ne fece la sede di un vicariato; nel sec. XVI appartenne all'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e poi nuovamente ai vescovi trentini, venendo definitivamente acquisito dai Castelbarco di Gresta nel sec. XVII.§ Nell'abitato sorgono alcuni edifici (sec. XV e XVII-XVIII), tra cui la casa Bresavola e la villa Pellegrini-Malfatti. La parrocchiale (sec. XVII e ingrandita nel 1912) ospita una tela (Sant’Antonio) attribuita al Guercino; la chiesa della Madonna della Pieve, di origine romanica, ma rimaneggiata a più riprese, conserva un antico campanile (sec. VIII) e, all'interno, affreschi dei sec. XIII-XIV e XVI, un fonte battesimale ottagonale (sec. VIII) e un tabernacolo di marmo dipinto. In località Sabbionara, su un alto sperone roccioso è situato il castello di Avio, dei Castelbarco, notevole esempio di architettura militare e di dimora signorile a un tempo, con l'imponente cinta muraria, le cinque torri, il palazzo baronale, il mastio e preziosi affreschi trecenteschi a ornamento della casetta del corpo di guardia. La vicina chiesetta di Sant'Antonio (sec. XIV) custodisce le tombe dei Castelbarco; quella di San Leonardo in Sardis, ricostruita, conserva l'abside della precedente, in cui nel 589 si celebrò il matrimonio tra il re longobardo Autari e Teodolinda.§ L'agricoltura produce soprattutto uva da vino. L'industria è attiva nei settori alimentare, enologico (lambrusco e moscato giallo), edile, metalmeccanico e cartario. In crescita il terziario, favorito dal turismo escursionistico e naturalistico nell'area del monte Baldo.