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Èlio

(greco Hḗlios), il dio Sole della religione greca. Veniva immaginato come un uomo d'età giovanile con una corona di raggi intorno alla testa, alla guida di un carro di fuoco trainato da quattro cavalli. Nel suo viaggio diurno percorreva il cielo verso occidente, per poi tornare, di notte, a oriente. Una divinità così elementare e identificabile quasi completamente con l'elemento naturale di cui porta il nome è piuttosto insolita nel pantheon greco. Sotto questo aspetto, più che agli dei olimpici, Elio va accostato a certe figure primordiali della religione greca, quali Gaia (Terra), Nyx (Notte), ecc., anteriori tutte alla generazione olimpica. E in effetti Elio era equiparato ai Titani, gli esseri che avevano regnato sul mondo prima degli dei. La primordialità di Elio rispetto all'ordinamento greco retto da Zeus e dalle altre divinità dell'Olimpo si scorge anche nei suoi caratteri non specificamente greci, ma genericamente solari, e cioè comuni agli dei Sole di altre religioni: tale era la facoltà attribuita all'astro solare di vedere tutto dall'alto e, illuminando, di far vedere agli altri. Ora, tale facoltà, pur constatata ed esaltata dai Greci nel loro Elio (“occhio instancabile” lo chiama Aristofane nelle Nuvole), non risulta produttiva nel culto, dove il compito di “vedere” (o prevedere) e di “illuminare” è affidato ad Apollo, il dio che ritualmente consultato prevede e illumina mediante responsi oracolari. Per questo aspetto, dunque, la presenza di Apollo vanifica la presenza di Elio, tanto che almeno dal sec. V a. C. le due divinità risultano identificate.

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