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Èste (Padova)

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comune in provincia di Padova (31 km), 15 m s.m. 32,76 km², 16.704 ab. (estensi o atestini), patrono: santa Tecla di Iconio (23 settembre).

Generalità

Cittadina adagiata sulle rive del fiume Frassine, alle pendici meridionali dei Colli Euganei. Il centro storico conserva l'originario impianto urbanistico medievale ortogonale, attorniato da una cinta muraria. Lo sviluppo oltre il borgo iniziò in età veneziana, consolidandosi nei sec. XVII-XVIII con la costruzione di dimore patrizie con giardini lungo le maggiori vie di comunicazione. L'espansione urbanistica si accentuò nel sec. XX, con la creazione di moderni quartieri e un'area industriale in direzione SE, lungo gli assi viari Mantova-Padova e Padova -Rovigo.

Storia

Importante insediamento nell'Età del Ferro e antico centro dei Veneti, Ateste fu alleata di Roma contro i Galli. Con la lex Pompeia dell'89 a. C. ottenne la cittadinanza latina e nel 49 a. C. le fu conferita da Cesare quella romana. Perdette importanza con l'affermarsi della potenza di Padova, per declinare rapidamente con le invasioni barbariche e la rotta dell'Adige alla Cucca (589). La città si risollevò sotto i Franchi, entrando a far parte della Contea di Monselice. Secondo alcune fonti, intorno al sec. XI fu sotto il dominio di una famiglia denominata “casa d'Este”, dalla quale prese poi il nome. Nel 1184 fu libero comune, in contrapposizione agli Estensi che controllavano i castelli di Baone e Calaone. Nel sec. XIII entrò nell'orbita di Padova e, trasferitisi gli Estensi a Ferrara (1275), passò sotto il dominio patavino e poi della famiglia Da Carrara. Nel 1405 entrò a far parte della Repubblica di Venezia, che la governò fino al 1797 con un suo provveditore.

Arte

La città, nel cui sottosuolo sono stati rinvenuti numerosi reperti preistorici, custodisce diverse testimonianze romane: due ponti, un acquedotto, case decorate a mosaico. Il centro storico, raccolto attorno alla piazza Maggiore, conserva numerose chiese di stile classicheggiante, palazzi signorili e tratti delle mura. Il castello, eretto nel 1339-40 da Ubertino da Carrara sulle rovine di quello costruito da Azzo II d'Este verso il 1056, è formato da un'imponente cinta merlata rafforzata da quattordici torri e dal mastio con torre quadrangolare. Il duomo, ricostruito da A. Gaspari (1688), è di forma ovale con cappelle a raggiera e conserva tele di I. Amigoni e di Giambattista Tiepolo. Al Cinquecento risalgono le chiese di San Michele (V. Scamozzi, 1588) e di Santa Maria delle Consolazioni (detta “degli Zoccoli”; 1504-10), che conserva una Madonna col Bambino di Cima da Conegliano del 1504. Tra gli edifici di uso civile si ricordano il palazzo del Principe, eretto dallo Scamozzi per i Contarini, la villa Benvenuti, già Cornaro, con arco d'ingresso al giardino del Falconetto, tutti del Cinquecento, e le ville Contarini, Rezzonico e Morosini (sec. XVII -XVIII).

Musei

Il Museo Nazionale Atestino ha sede dal 1902 nel palazzo che i Mocenigo, patrizi veneziani che acquistarono il castello nel 1405, costruirono nel sec. XVI inglobando nella facciata principale un tratto della cinta muraria. Custodisce un'ampia documentazione sulle culture paleovenete e in particolare su quelle atestine dell'Età del Ferro. Tra i reperti di maggior pregio è una coppa di bronzo sbalzata e cesellata con rappresentazioni zoomorfiche e scene di vita quotidiana (la cosiddetta “situla Benvenuti”, databile al 600 a.C. circa), nonché vari oggetti provenienti dalla stipe votiva dedicata a Reitia, relativi a un culto del sec. V a. C.

Economia

Tra i sec. XVII e XVIII la città fu un importante centro ceramico. La tradizione è tuttora viva, con una ricca produzione artigianale e industriale della ceramica artistica e del cotto. Este è un notevole centro produttivo, con numerose piccole e medie industrie, localizzate nell'area urbana sudorientale. I settori più sviluppati sono il metallurgico e il meccanico, ai quali si affiancano quelli tessile, alimentare, della lavorazione del cemento, dell'abbigliamento, del legno e delle pelli. Rilevante la produzione di cereali, uva e barbabietole da zucchero. Sviluppato il terziario, in cui si distingue il turismo culturale ed escursionistico. Il centro storico è caratterizzato per la vivacità dei commerci al dettaglio.

Curiosità

A maggio, negli anni dispari, si tiene il Premio teatrale città d'Este. Il “Settembre euganeo” comprende manifestazioni folcloristiche e culturali.