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Èste (antica famiglia)

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Il ramo principale

Antica famiglia feudale le cui origini sono oscure. È opinione prevalente che costituisca un ramo degli Obertenghi e che i suoi primi domini siano stati in Toscana "Vedi albero genealogico vol. IX, pagg. 181, 182 e 183" "Per l'albero genealogico vedi il lemma dell'8° volume." . Il primo personaggio noto è Adalberto, marchese, il cui figlio Oberto Obizzo (m. prima del 977) fu fatto conte palatino da Ottone I nel 962. Suoi figli furono Adalberto, Alberto e ObertoObizzo, probabilmente capostipiti delle famiglie dei Pallavicino, dei Massa Parodi e dei Malaspina, e Oberto II (m. 1003 ca.), il nipote ex filio del quale, Alberto Azzo II (m. 1097), fu padre di Guelfo IV, capostipite della seconda casata germanica famiglia dei Guelfi, di Ugo del Maine (m. 1097), capostipite di un ramo francese presto estintosi con Manfredi nel sec. XII, e di Folco (m. 1128), fondatore del ramo italiano che ebbe il suo centro di potere a Monselice, Montagnana ed Este, donde la famiglia prese il nome. Tra i suoi cinque figli maschi furono divisi i domini verso il 1171, ma la discendenza di quattro di loro presto si estinse; rimasero solo i discendenti di Obizzo I, il cui nipote ex filio Azzo VI nel 1208 fu fatto marchese d'Ancona. La famiglia si sarebbe estinta con Azzo VII detto Novello se questi non avesse fatto legittimare dal papa il nipote Obizzo il cui padre Rinaldo era stato fatto avvelenare in prigionia dagli Svevi: Obizzo II estese il dominio su Modena (1288) e su Reggio (1289), costituendo così quello che sarà, a grandi linee, lo Stato estense. La famiglia continua attraverso Aldovrandino II (m. 1326) poiché i rami discendenti da Azzo VIII e da Francesco (m. 1312) si estinsero l'uno prestissimo e l'altro nel 1463, dopo aver dato i natali ai condottieri Taddeo (m. 1448) e Bertoldo (m. 1463). I successori di Aldovrandino II, tra i quali Niccolò I, Niccolò II, Alberto V, Niccolò III, si segnalarono per l'abilità con cui seppero districarsi sia tra il papato, Venezia, Padova, Bologna, i Gonzaga, Milano e le altre città minori che confinavano con i loro domini, sia tra i problemi di successione presto presentatisi causa la dubbia legittimità di molti loro discendenti. A Niccolò III succedettero dapprima i bastardi Leonello e Borso, poi il figlio legittimo Ercole Iche nel 1484 perse definitivamente il Polesine. I sec. XV e XVI, nonostante i pericoli corsi durante i papati di Giulio II, diLeone X e di Clemente VII, segnarono il massimo splendore degli Estensi elevati a duchi di Modena e Reggio e conti di Rovigo nel 1452, duchi di Ferrara nel 1471 e insigniti nel 1580 del principato di Carpi. Tra i figli di Ercole I vanno ricordati Isabella, marchesa di Mantova e sposa di Francesco Gonzaga, Beatrice, moglie di Ludovico Sforza, Alfonso I, duca di Ferrara, Modena e Reggio e Ippolito I, cardinale. Dal matrimonio di Alfonso I con Lucrezia Borgia nacquero Ercole IIeIppolito II, cardinale; da Ercole II, infine, discesero: Luigi anch'egli cardinale, Lucrezia ed Eleonora, celebrate dal Tasso, ed Alfonso II, sovrano del ducato. Fu questo il periodo della presenza in Ferrara di Boiardo, Ariosto e Tasso (ammirato dalla figlia di Ercole, Eleonora) e quello, controverso, di Calvino; e fu anche il periodo della congiura di Ferrante e di Giulio. Con Alfonso II inizia intanto un lento declino politico che trovò il coronamento con l'estinzione del ramo legittimo nel 1597. Sarebbe stato possibile salvare l'unità dei tre ducati se Alfonso II avesse fatto concedere l'investitura del Ducato di Ferrara (che Paolo III nel 1539 aveva ristretto alla discendenza legittima di Ercole II) a Filippo (m. 1592) del ramo discendente da Sigismondo (1433-1507) fratello cadetto di Ercole I, soluzione alla quale papa Gregorio XIV era favorevole, tanto più che egli era cognato della sorella di Filippo. L'ostinazione di Alfonso II a volere che la successione fosse accordata a Cesare, il cui padre Alfonso (1527-1587), marchese di Montecchio, era illegittimo (figlio di Alfonso I e dell'amante Laura Dianti), provocò la reazione di papa Clemente VIII, che nel 1598 ottenne l'incamerazione di Ferrara nello Stato papale e a Cesare rimasero solo Modena e Reggio feudi imperiali. Dopo Cesare regnarono Alfonso III, Francesco I, Alfonso IV, Francesco II e Rinaldo, la cui figlia Enrichetta Maria (1702-1777) sposò (1728) Antonio Farnese duca di Parma e Piacenza. Francesco III si infeudò talmente all'Austria da essere quasi ricordato più quale governatore del Ducato di Milano che come sovrano del proprio. La famiglia d'Este, che fino dal 1796 era stata spogliata dei propri domini dai Francesi, si estinse nel 1803 con Ercole III. Il matrimonio di sua figlia Maria Beatrice (1750-Massa 1829) con il duca Ferdinando degli Asburgo-Lorena ebbe come diretta conseguenza che con la Restaurazione, quelli che erano stati gli ultimi domini degli Este (Modena e Reggio), accresciuti di Massa ed ereditati da Maria Beatrice dalla madre Maria Teresa Cybo-Malaspina, costituissero una terzogenitura degli Asburgo e cioè gli Asburgo-Este che governarono sul ducato prima con Francesco IV e successivamente con Francesco V, spodestato nel 1860 e morto senza eredi.

Il ramo cadetto

Il ramo discendente da Sigismondo si era estinto nel 1732, dopo aver dato alcuni non indegni rappresentanti quali il menzionato Filippo (m. 1592), i suoi figli Carlo Filiberto (1571-1652) e Sigismondo (1577-1628), Carlo Emanuele (1622-1695) figlio di quest'ultimo, Sigismondo (1647-1732) e suo fratello Carlo Filiberto, che si distinsero come ambasciatori, generali e governatori al servizio chi degli Asburgo, chi dei Savoia, con i quali ultimi due di loro si imparentarono.

C. Cesari, Gli Estensi a Modena, Roma, 1955; M. C. Nannini, Gli Estensi di Modena, Modena, 1959; O. Rombaldi, Gli Estensi al governo di Reggio dal 1523 al 1859, Reggio nell'Emilia, 1959; L. Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1967; M. Felisatti, Storia di Ferrara, Milano, 1986.