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Évora (città)

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Generalità

capoluogo del distretto omonimo (Portogallo), 44.811 ab. (2001), 110 km a ESE di Lisbona, a 295 m alla destra del fiume Xarrama. Mercato agricolo con industrie. Turismo. Fondata dai Celtiberi (Ebora), fu poi centro romano (Liberalitas Julia) e dei Mori (Yeborah). Antica sede arcivescovile, ospitò per due secoli un'università, soppressa al momento dell'espulsione dei gesuiti, e stamperie attive fin dal 1521. I re portoghesi vi risiedettero più volte e vi tennero Cortes. Nel 1637 partì da Évora il primo grido di rivolta antispagnola che doveva ridare al Portogallo la sua indipendenza. Dal 1979 è sede della nuova università.

Archeologia e arte

Della città romana sono ancora presenti numerosi resti monumentali: tratti dell'acquedotto di Sertorio, il tempio di Diana (sec. II d. C.), la cinta muraria pentagonale con torri e una porta detta Arco di Doña Isabel. L'imponente edificio in mattoni della cattedrale (sec. XII-XIII), derivato dall'architettura romanica della Francia meridionale, accoglie elementi già gotici (le volte acute, i rosoni); assai pittoreschi i pinnacoli, rivestiti di piastrelle maiolicate. Nella facciata a due torri, il portale è ornato da statue marmoree di apostoli. Particolare interesse riveste la cappella di S. Bras, un esempio tipico dello stile gotico meridionale: l'esterno, ritmato da contrafforti cilindrici, ricorda quello della cattedrale di Albi. La chiesa “da Graça” nel convento degli agostiniani presenta una facciata rinascimentale di tipo michelangiolesco (sec. XVI). Un'importante pala d'altare del pittore fiammingo G. David è conservata nella cappella dell'Arcivescovado.

Media

Èvora.