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Òrda d'òro

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Descrizione generale

(in turco: Sira ordu, Campo giallo, o Altin ordu, Campo d'oro). Stato feudale (sec. XIII-XV) noto anche come “khānato di Qipciāq” costituitosi a opera del khān mongolo Batu. Verso la fine del sec. XIII l'Orda d'oro si estendeva, approssimativamente, a W, dal basso Danubio al golfo finnico, a E, dall'Irtiš al basso Ob', a S, dal Mar Nero al lago di Aral, a N, dall'Ob' alla zona di Novgorod. Eterogenea per composizione etnica, comprendeva, tuttavia, in maggioranza popolazioni turche o turchizzate (Polovzy, Qipčaq, Kangly, Tartari, Turkmeni, Kirghisi, ecc.) la cui organizzazione sociale e il cui livello culturale si presentavano pure eterogenei. Su di esse dominava la nobiltà feudale mongola nelle cui mani si accentrava la maggiorparte delle terre e dei pascoli dell'Orda d'oro. Era suddivisa fin dall'origine in feudi appartenenti ai 14 figli di Jöči, i quali si reggevano in modo semiindipendente, pur riconoscendo l'autorità suprema di Batu e del suo clan (“Altin uruk” o “Clan d'oro”). Solo in rari ed eccezionali casi al khān supremo si affiancava il kuriltay.

Storia

Rispetto all'intera compagine dell'impero mongolo l'Orda d'oro accentuò progressivamente la propria autonomia. Il suo centro fu inizialmente la città di Saraj, nei pressi dell'odierna Astrahan, quindi, a cominciare dalla prima metà del sec. XIV, Nuova Saraj (o Saraj-Berke), nei pressi dell'odierna Caricyn, fondata dal fratello minore di Batu, Berke (1258-66), capostipite dell'Orda Azzurra. Sotto Uzbek (1313-42), vincitore degli Ilkhan di Persia e conquistatore di Tabriz (1336) e sotto Giani Bek (1342-57) l'Orda d'oro raggiunse l'apice della propria potenza e divenne, inoltre, completamente islamizzata. Ma, dopo l'assassinio di Giani Bek, iniziò rapidamente a declinare. Con il breve regno di Berdi Bek (1357-59) e di due figli illegittimi di Giani Bek si estinse la discendenza di Batu e a essa subentrò quella di un altro figlio di Jöči. Tra il 1357 e il 1380 si avvicendarono al trono dell'Orda d'oro più di 25 khān. In tale periodo Polonia e Lituania si impossessarono del bacino del Dnepr e il granduca di Mosca, Dimitri, riportò sull'Orda d'oro la grande vittoria di Kulikovo Polje (1380). Subito dopo il khān Tuqtamish dovette fronteggiare a lungo e con esito alterno le ambizioni espansionistiche dell'emiro Tīmūr che alla fine riuscì a prevalere con la vittoria del fiume Terek (1395) che inflisse all'Orda d'oro un colpo da cui non si riebbe mai più. Scomparso Tuqtamish l'ultima figura di rilievo nella storia dell'Orda d'oro fu Idiku, che respinse temporaneamente l'avanzata lituana capeggiata dal duca Vitoldo (1377-1436), riprese a oriente la Corasmia, occupata dai Timuridi nel 1405-1406, penetrando fin nei sobborghi di Buhara, e occupò Mosca (1408) pretendendo un forte tributo come prezzo della ritirata. Alla sua morte, nel 1419, gli aspiranti successori ripresero a dilaniarsi in sterili conflitti che consentirono alla Lituania, alla Moscovia e ai Timuridi di rinnovare i loro attacchi all'Orda d'oro. Sotto la pressione congiunta delle suddette forze disgregatrici l'Orda d'oro nel corso del sec. XV si disintegrò in unità politiche minori e l'ulus (feudo) originale di Batu scomparve completamente. Intorno al 1420 sorse il khānato di Sibir, nel bacino dell'Irtiš-Tobol; circa vent'anni dopo sorsero l'Orda di Noghai, a nord del Caspio, e i khānati di Kazan (1438) e di Crimea (1443). Dopo il 1460 sorsero il khānato di Astrahan e quello uzbeko. Infine nella seconda metà dello stesso secolo e nella prima del sec. XVI il popolo russo si scrollò di dosso il giogo dell'Orda d'oro e i suoi territori vennero un po' alla volta incorporati dal Granducato di Moscovia. I resti del khānato di Sibir, sfuggiti all'avanzata dei Russi verso est, furono distrutti dagli Oirati nel sec. XVII. Il khānato di Crimea sopravvisse per altri due secoli come khānato ottomano e fu distrutto durante il regno di Caterina la Grande. I khānati di Chiva e di Buchara, pure sorti dallo smembramento dell'Orda d'oro, sussistettero, invece, fino al 1872.