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Òsimo

comune in provincia di Ancona (19 km), 265 m s.m., 105,42 km², 29.431 ab. (osimani), patrono: san Giuseppe da Copertino (18 settembre).

Cittadina tra le valli dei fiumi Aspio e Musone. Fondata come colonia romana nel 157 a. C. (Auximum), fu poi municipio aspramente conteso nel corso delle guerre civili. Preda dei Goti nel 520, nei primi anni del sec. VII fece parte della Pentapoli Marittima bizantina e nel 774 fu compresa nella donazione di Carlo Magno alla Chiesa. Libero comune di parte ghibellina nel sec. XII, combatté contro Ancona e poi a favore di Manfredi. Tra il sec. XIV e il XV appartenne ai Guzzolini, ai Malatesta e agli Sforza; nel 1487 tornò allo Stato Pontificio. Nel 1975 vi venne firmato il Trattato di Osimo tra Italia e Jugoslavia.§ Della città romana si conservano la cinta muraria, la fonte Magna e alcune statue romane acefale nel Palazzo Comunale (sec. XVI). Il massimo monumento medievale è il duomo (del sec. XII su fondazioni del sec. VIII) dedicato al primo vescovo della città, san Leopardo, con ampia cripta a tre navate, divise da 16 colonne; attiguo al duomo è il Battistero, che ospita il Museo diocesano. Molto austera la facciata romanica del santuario di San Giuseppe da Copertino (o San Francesco, del sec. XIII). Barocche sono la chiesa di San Nicolò (con affreschi della fine del sec. XIV) e quella di San Pietro all'Ospedale. La chiesa di San Marco conserva una tela del Guercino. Nel palazzo Campana (ex collegio del 1714) si trovano il Museo civico, ricco di opere d'arte, e l'archivio storico, che raccoglie pergamene dal 1061 e gli statuti comunali.§ La città si è trasformata da centro prevalentemente agricolo (vigneti, barbabietole e foraggi per l'allevamento) in centro industriale, in cui dominano i settori degli strumenti musicali, dell'elettronica, della carta, dell'abbigliamento, della plastica e alimentare. Attivo è il terziario grazie a un notevole afflusso turistico.

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