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Òtto e mèzzo

film italiano (1963) di Federico Fellini. Girato dopo La dolce vita, che per il suo carattere di affresco definitivo sembrava precludere ogni sbocco ulteriore, è forse l'opera migliore del regista. Tutto giocato tra realtà e fantasia, passato e presente, infanzia e maturità, amore casto e amor profano, mondo dei morti e mondo dei vivi, sincerità e mistificazione, il film è un balletto sorprendentemente ilare, liberamente danzato sulla corda della memoria e dell'amarezza da un uomo disilluso dalla vita, che evade nei sogni e nella tensione del subconscio per trovare un nuovo punto d'appoggio o l'ultima speranza nella sua capacità di illusionista. Vinse l'Oscar nel 1964 come miglior film di lingua straniera.

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