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Ùstica

comune in provincia di Palermo (57 km), 8,1 km², 1335 ab. (usticesi o usticani), patrono: san Bartolomeo (24 agosto).

Isola vulcanica del mar Tirreno, al largo della costa nordoccidentale della Sicilia, situata 52 km a N di capo Gallo. L'isola è una riserva tutelata dall'omonimo parco marino. L'abitato, dalla pianta a scacchiera, sorge alle falde orientali del monte Guardia dei Turchi, a dominio della baia di Santa Maria. Già abitata dai Fenici, i Greci la chiamarono Osteodes (“ossario”) a ricordo delle migliaia di cartaginesi lasciati morire di fame sull'isola. Soggiogata dai Romani, che la ribattezzarono Ustica (da ustum, bruciato) per le nere rocce laviche che ne caratterizzano il paesaggio (e per le quali è conosciuta come la “perla nera del Mediterraneo”), fu dominio dei Saraceni, dei Normanni, ancora dei Saraceni e infine dei Borbone (dal sec. XVIII), che vi eressero fortificazioni e la ripopolarono con trapanesi e palermitani, qualche centinaio di soldati e alcune famiglie provenienti dalle Eolie. Durante il Fascismo divenne luogo di confino per detenuti comuni e oppositori politici, tra cui Antonio Gramsci e Ferruccio Parri. § La parrocchiale del paese è caratterizzata dalla facciata bianca, mentre molti edifici sono decorati da murales variopinti. Nella Torre di Santa Maria ha sede il museo di archeologia subacquea, che raccoglie numerosi reperti recuperati da antichi relitti e dalla città sommersa di Osteodes. Lungo la costa si aprono suggestive e scenografiche grotte, tra cui quelle Azzurra, della Pastizza, di Blasi, Segreta e Verde.Nei pressi di punta Spalmatore è allestito l'acquario, nelle cui vasche sono rappresentati gli ambienti marini presenti nelle acque della riserva. § L'economia si basa sul turismo, avviato negli anni Sessanta del Novecento e sostenuto da buone strutture ricettive, e sulla pesca. L'agricoltura produce uva da vino, ortaggi, frutta e cereali.

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