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Ústecký

provincia della Repubblica Ceca nordoccidentale, 5335 km², 823.173 ab. (stima 2006), 154 ab./km², capoluogo: Ústí nad Labem. Confini: Liberecký (NE), Boemia Centrale (S), Plzeňský (S), Karlovarský (W); Germania (N).

Estesa nella Boemia nordoccidentale, è delimitata lungo il confine con la Germania dai monti di Luzice, dai monti Metalliferi e dai rilievi di Labské piskovce. A SE la valle detta “Porta Bohemica” si apre su un paesaggio pianeggiante affacciato sul monte Říp e sui monti České Středohoři (monte Milešovka, 836 m). La provincia è attraversata dal fiume Elba con i suoi tributari, Ohře, Bilina, Ploučnice e Kamenice. Sul territorio, il Parco Nazionale České Švýcarsko. Risorse naturali sono i depositi di lignite a Chomutov, Most e Ústí e i minerali da costruzione (sabbie da vetro, argille). L'industria, concentrata ai piedi dei monti Metalliferi, è attiva soprattutto nei settori energetico, meccanico, ingegneristico, chimico e del vetro. Impianti per la raffinazione del petrolio a Litvínov. L'agricoltura è meno rilevante nell'economia della provincia, ed è praticata soprattutto intorno a Litoměřice e Louny, lungo i fiumi Elba e Ohře (frutta, viti). Il capoluogo è un importante snodo ferroviario e ha un porto fluviale sull'Elba. Altri centri importanti sono Děčín, Chomutov, Louny, Litoměřice, Most e Teplice. § Nel 1903 nacque nel capoluogo il Partito dei lavoratori tedeschi in Austria, che divenne in seguito la base del partito nazionalsocialista dei Sudeti tedeschi. Dopo il Patto di Monaco del 1938 le zone settentrionali di Boemia, abitate prevalentemente da tedeschi, furono annesse al Sudetengau, sotto la Germania nazista. Nel 1945 le forze alleate bombardarono la città di Ústí e dopo la seconda guerra mondiale la popolazione tedesca fu espulsa nella sua totalità. Negli anni Novanta la città di Matiční divenne nota per la costruzione di un muro per separare la zona residenziale cèca da quella abitata dalla popolazione di etnia rom. Il muro fu costruito nel 1999 e parzialmente smantellato sei settimane dopo a causa di forti pressioni da parte della comunità internazionale.

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