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àrgano

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Lessico

sm. [sec. XV; dal greco órganon, strumento]. Macchina per il sollevamento o per l'esercizio di sforzi di trazione da compiersi mediante funi o catene: argano d'estrazione, nell'industria mineraria, sinonimo di macchina d'estrazione. In senso fig.: con gli argani, con grande fatica; tirare qualcuno con gli argani, costringerlo a forza; per farlo uscire, ci vorrebbero gli argani.

Meccanica

L'argano "Per gli schemi dell'argano vedi il lemma del 2° volume." "Per lo schema dell'argano vedi pg. 390 del 2° volume." è costituito da un organo approssimativamente cilindrico con asse orizzontale (tamburo) oppure verticale (campana), sul quale si avvolge la fune, collegato, tramite rotismi, a un motore (a vapore, ad aria compressa, a combustione interna, elettrico); arpionismi o freni, bloccando l'organo cilindrico, impediscono lo svolgimento della fune per effetto del carico, quando s'interrompe la forza motrice. Lo sforzo esercitato dall'argano è essenzialmente basato sul principio dell'attrito che incontra la fune, preventivamente avvolta sul cilindro per uno o due giri (per impedirne lo scorrimento), a scorrere su questo: un estremo della fune è generalmente fissato sul cilindro e l'altro estremo è libero; questo estremo è praticamente tenuto teso da una forza molto modesta nei confronti della trazione che è possibile ottenere sull'altra estremità. Più precisamente, detta t la tensione sull'estremità libera, T la trazione, f il coefficiente di attrito fune-cilindro, si ha T=te, con e base dei logaritmi naturali e α angolo di avvolgimento (in radianti) della fune sul cilindro; da ciò si deduce la convenienza ad aumentare l'angolo di avvolgimento per poter applicare coppie motrici elevate sull'asse dell'argano senza il verificarsi di scorrimento. Gli argani con cilindro ad asse orizzontale sono usati negli impianti a terra (ascensori, montacarichi, gru, ecc.) e nell'industria mineraria (argani per scrapers a due o tre tamburi, argani di manovra per impianti rotary, ecc.); in questi il tamburo può avere il mantello liscio oppure scanalato a elica. In marina questo tipo di argano prende il nome di mulinello salpaancore, mentre nell'uso corrente si tende a chiamare argani solo i verricelli di grande potenza e, sebbene impropriamente, ogni motore che utilizzi funi per esercitare una trazione motrice. Gli argani ad asse verticale sono impiegati quasi esclusivamente negli scali merci ferroviari (dove vengono detti cabestani) e in marina per le operazioni sia a bordo sia a terra: a terra vengono usati negli scali di alaggio, lungo i bordi di bacini, su moli; a bordo per la manovra delle ancore e per il tonneggio. Questi argani venivano un tempo azionati a mano: allo scopo nella corona superiore della campana era ricavato un certo numero di alloggi per l'inserimento delle estremità di aste (aspe) su ciascuna delle quali agivano uno o più uomini. Gli argani attuali usati in marina possono essere dotati di sola campana, sulla quale si fanno prendere le volte al cavo da alare, o anche di ruota a impronta (barbotìn) sulla quale si impegnano successivamente alcune maglie della catena da porre in trazione.