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ènte (filosofia)

ciò che è, esiste, in rapporto all'essere. Secondo Aristotele, l'ente forma l'oggetto della metafisica, in quanto questa studia l'essere nella sua generalità. San Tommaso distinse più nettamente l'ente dall'essere facendo dell'essere il fondamento dell'ente e diversifica: l'ente a se, quello che non richiede alcuna causa per esistere; l'ente ab alio, che invece ha bisogno di una causa per esistere; l'ente per se, che ha il proprio essere in sé, come prerogativa della propria natura; l'ente per accidens, che è ciò che si predica di una cosa in un senso non sostanziale. Duns Scoto aggiunse la determinazione di ente rationis, l'ente cioè, che è solo oggetto di pensiero (per esempio la privazione), contrapposto all'ente reale. Il termine venne ripreso da Hegel, che gli attribuì tutte le determinazioni possibili in modo implicito, rendendo il concetto più ricco, da cui muove la dialettica dell'Idea in sé. Giobertisò il termine per indicare Dio nella formula: l'Ente crea l'Esistente; Heidegger identificò nell'ente ciò di cui si parla e a cui ci si rapporta e che ha un mero valore ontico, cosale, finito.

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