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Lessico

agg. e sm. [sec. XIII; dal latino index-ícis, indicatore].

1) Agg., che indica: segno indice.

2) Sm., il secondo dito della mano, situato tra il pollice e il medio, che compie importanti movimenti, tra cui quelli di prensione (a pinza, ad anello, a uncino), dovuti all'azione dei muscoli flessori, superficiale e profondo, ed estensori, comune delle dita e proprio dell'indice: è invalsa la moda di portare anelli anche all'indice; puntare l'indice su qualcuno o qualche cosa, additarli e, fig., richiamarvi l'attenzione.

3) Asticella di varia forma (indice a coltello, a freccia, ecc.) libera di ruotare attorno a un asse, la cui estremità si muove su un quadrante graduato per consentire la lettura della corrispondente indicazione numerica. La forma dell'indice deve essere accuratamente studiata per ridurre al minimo gli errori di lettura; la sensibilità dello strumento cresce con la lunghezza dell'indice. Per misurazioni estremamente delicate vengono utilizzati indici ottici, cioè indici costituiti da un fascio luminoso corrispondente a un'asticella di lunghezza, in teoria, illimitata, prodotti mediante dispositivi ottici, come per esempio la leva ottica.

4) Nella scienza e nella tecnica, rapporto tra i valori di due grandezze che caratterizza in qualche modo il settore della teoria a cui le grandezze si riferiscono. Con accezioni specifiche: A) in ottica, indice di rifrazione, ellissoide degli indici. B) In antropologia, il rapporto centesimale fra due valori (il minore moltiplicato 100 e diviso per il maggiore), generalmente due diametri somatici: indice facciale; indice cefalico. C) In astronomia, indice di colore. D) In statistica, numero indice. E) In economia, indice dei prezzi, numeri indice che, in riferimento a un prestabilito insieme di beni (paniere), rivelano la dinamica dei prezzi; gli indici dei prezzi possono essere riferiti a diverse configurazioni di paniere (per esempio indice generale dei prezzi all'ingrosso, dei prezzi al consumo, ecc.), ossia a zone territoriali diversamente delimitate (per esempio indici locali, nazionali, ecc.); una configurazione particolarmente importante è quella assunta dall'indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato mensilmente dall'ISTAT. F) Nella tecnica urbanistica, indice di fabbricabilità, rapporto tra il volume e la superficie edificabili, espresso in m3/m². Strumento fondamentale per la normazione delle zone di espansione edilizia e/o industriale o di nuova costruzione definite dalla zonizzazione e dalla lottizzazione di piano regolatore, varia di norma tra 7÷15 (edilizia intensiva) e 1,5÷2,5 (edilizia estensiva). Per l'indice di densità assoluta, vedi densità. G) In fisica terrestre, indice di esplosività, rapporto percentuale tra la quantità di piroclastiti eruttate da un vulcano e la quantità totale di materiali emessi; indice geomagnetico planetario, parametro che misura le variazioni nell'attività geomagnetica. Sono entrambi correlati, il primo linearmente, il secondo in misura quasi-logaritmica, con l'ampiezza delle fluttuazioni geomagnetiche. H) In geografia fisica, indice di sinuosità, grado di tortuosità del tracciato di un corso d'acqua, misurato come rapporto tra la distanza reale fra due punti del corso d'acqua e la loro distanza in linea retta; indice morfometrico, rapporto che descrive quantitativamente alcuni aspetti geomorfologici. Per esempio una rete idrografica può essere esaminata tramite l'analisi quantitativa della densità del drenaggio, della frequenza areale dei segmenti idrografici, ecc.

5) In matematica, deponente o esponente di lettere o simboli che permette di distinguerli tra loro. In generale, l'indice scritto accanto a una lettera si pone in basso a destra: per esempio, an, ars ecc. L'indice di un radicale è l'esponente a cui va elevato il radicale per ottenere il radicando. In taluni casi si chiama indice un numero associato a enti matematici per indicarne particolari proprietà.

6) Usato in diverse accezioni per individuare i fruitori di un determinato servizio nel mondo della stampa e dei mass-media in genere: a) indici di ascolto, misura il numero di spettatori che seguono i diversi programmi televisivi. Chiamato anche audience, in Italia viene misurato con il sistema Auditel, dal nome della società costituita da utenti pubblicitari, RAI ed emittenti private; b) indice di gradimento, fattore qualitativo che cerca di misurare il livello di apprezzamento di un programma televisivo, indipendentemente dall'indice di ascolto. Oltre che dal pubblico, è determinato anche dalla critica specializzata; c) indice di lettura, strumento che permette di determinare, al di là delle copie vendute, cioè della diffusione di un giornale, il numero di lettori di ogni copia diffusa. In questo modo si ricavano dati significativi sul target della testata, utili soprattutto al fine della raccolta pubblicitaria; d) indice di penetrazione, dato percentuale riferito al numero di lettori di giornali sul totale della popolazione adulta. Nel campo televisivo, misura la percentuale di televisori sintonizzati su un programma rispetto alla totalità degli apparecchi diffusi sul territorio nazionale.

7) Fig., manifestazione, espressione di qualche cosa; segno, sintomo: il suo atteggiamento è indice di infantilismo.

8) Nei libri, o nelle riviste, elenco delle parti di cui si compone l'opera per lo più ordinate secondo la successione in cui si trovano; se l'ordine è sistematico, cioè per soggetti trattati o per argomenti, e per ogni voce presenta il rinvio a tutte le pagine del libro in cui la voce compare, si ha un indice analitico; i fogli stessi in cui appare tale elenco: cercare nell'indice la pagina con cui comincia il secondo capitolo. Anche lista, catalogo: indice dei libri proibiti o anche solo Indice, catalogo dei libri la cui lettura e il cui possesso erano condannati dalla Santa Sede perché ritenuti dannosi alla fede e alla morale: è uno dei tanti libri messi all'Indice; fig.: mettere all'indice qualcuno, escluderlo da una comunità o anche privarlo della propria considerazione.

Economia

In economia aziendale hanno particolare importanza gli indici di bilancio, utilizzati per valutare la situazione strutturale e funzionale dell'azienda sul piano patrimoniale, finanziario ed economico. Tra questi i più importanti sono l'indice di capitalizzazione, che indica il reale valore dell'impiego in titoli azionari, l'indice di produttività, che raffronta i beni prodotti con i fattori di produzione impiegati, l'indice di indebitamento, riferito alla struttura dell'indebitamento nell'impresa, ecc. In finanza si chiamano indici di borsa o azionari, gli indici che riguardano l'andamento della borsa: per il mercato mobiliare italiano l'indice Mib e Midex, per il mercato statunitense il Dow Jones index e il Nasdaq, per quello giapponese il Nikkei.

Storia

La censura preventiva in materia, già esistente al tempo di Innocenzo VIII (1487) e di Alessandro VI, venne estesa a tutta la Chiesa con il Concilio Lateranense sotto Leone X (1515), considerando pericolose l'invenzione e la diffusione della stampa. Per volontà di Paolo IV nel 1557 venne pubblicato il primo vero e proprio Index librorum prohibitorum redatto dall'autorità centrale, comprendente nomi degli autori, titoli dei libri, elenco delle edizioni proibite della Bibbia, una nota di editori colpevoli di aver pubblicato libri eretici. Successive disposizioni vennero rese pubbliche nel 1563 da Pio IV e da Pio V; l'ultima edizione dell'Indice risale al 1948 per volere di Pio XII, e si deve a una sezione apposita del S. Uffizio. Dal 1966, secondo la volontà di Paolo VI e le indicazioni del Concilio Vaticano II, l'Indice non è più operante e come legge avente valore di norma è destituita di ogni effetto positivo.