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òrthicon

sm. [sec. XX; dall'inglese orthicon, da orth-, orto-+icon(oscope), iconoscopio]. Tubo, detto anche ortoiconoscopio, per riprese televisive, derivato dall'iconoscopio, nel quale l'immagine della scena da riprodurre viene trasformata in una serie di impulsi elettrici che, successivamente amplificati, permettono la riproduzione dell'immagine di partenza sul cinescopio. È ormai superato dall'image-orthicon (ortoiconoscopio a immagine elettrica), che ha una sensibilità di ripresa molto maggiore e può quindi venire impiegato nelle più disparate condizioni di illuminazione e contrasto della scena da riprodurre. Lo image-orthicon è costituito essenzialmente da tre parti: A) uno strato fotoemittente sul quale viene focalizzata con opportuno sistema ottico l'immagine della scena da riprodurre. Gli elettroni emessi da questo strato vengono accelerati da un sistema di elettrodi e fatti incidere sulla superficie anteriore di una lastra di vetro dello spessore di pochi micron (bersaglio o target), parallela allo strato fotoemittente, sulla quale, per effetto della notevole energia di incidenza, i fotoelettroni danno luogo a emissione secondaria e a conseguente localizzazione di un mosaico di cariche positive di intensità corrispondente all'illuminazione dei vari punti di cui si compone la scena; gli elettroni secondari vengono poi raccolti da una griglia a maglie sottilissime (100.000 ca. al cm²) posta davanti al bersaglio, a una distanza di qualche centesimo di millimetro, e mantenuta a potenziale positivo. B) Un sistema di esplorazione della superficie posteriore del vetro del target tramite un fascio di elettroni emessi da un cannone elettronico, che deposita sulla faccia posteriore del bersaglio un numero di cariche negative pari a quello delle cariche positive localizzate sulla faccia anteriore, rendendo il target elettricamente neutro. Gli altri elettroni del fascio, che non sono più attratti dal vetro, tornano al cannone elettronico: si genera così un fascio di ritorno modulato in intensità dalle cariche positive che l'immagine ha formato sulla faccia anteriore del bersaglio, e quindi dalla luminosità dei punti della scena. Le cariche positive e negative sulle due facce del target si neutralizzano poi velocemente attraversando lo spessore del vetro, la cui resistività è tale da permettere la neutralizzazione nel tempo impiegato dal pennello elettronico a esplorare l'immagine. C) Un sistema di moltiplicazione elettronica che amplifica notevolmente il fascio di ritorno e fornisce così il segnale televisivo.

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