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Čapek, Karel

scrittore, giornalista e drammaturgo ceco (Malé Svatoňovice 1890-Praga 1938). Fratello di Josef, fu marito della scrittrice e attrice Olga Scheinpflugova. Dopo gli studi di filosofia a Praga e all'estero, dal 1917 fino alla morte svolse attività giornalistica, soprattutto al Lidové noviny (Giornale popolare), quotidiano indipendente favorevole al presidente T. G. Masaryk. Esordì giovanissimo pubblicando racconti e brevi prose in collaborazione col fratello Josef, raccolti in Le profondità brillanti e altre prose (1916) e in Il giardino di Krakonoš (1918). Il successo dei suoi primi lavori teatrali Il brigante (1920), Dalla vita degli insetti (1921, composto insieme al fratello Josef), L'affare Makropulos (1922) e soprattutto quello di R.U.R. (Russum's Universal Robots; 1920) che gli diede fama mondiale, condusse Čapek nel teatro di Vinohrady, dove operò non solo come drammaturgo ma anche come regista. Di particolare interesse i suoi libri di viaggio tra i quali: Le lettere dall'Italia (1923), Le lettere dall'Inghilterra (1924), La gita in Spagna (1930), Le immagini dall'Olanda (1932) e Il viaggio nel Nord (1936), cioè nei Paesi scandinavi. Čapek contribuì grandemente allo sviluppo culturale cecoslovacco durante la cosiddetta I Repubblica (tra il 1918 e il 1938) e fu uno strenuo difensore dei valori democratici e della libertà: basti ricordare La guerra contro le salamandre (1936), satirico pamphlet contro la Germania di Hitler. Coltivò tutti i generi letterari e fu maestro nelle forme brevi; grande stilista, introdusse magistralmente nella sua opera il linguaggio parlato. Della sua ricca produzione vanno ricordati: I racconti penosi (1921) e Il tormento di Dio (1917), in cui sono analizzati i rapporti tra gli uomini e i valori dell'esistenza umana. Le idee filosofiche e letterarie di Čapek sono raccolte nei volumi di saggi o discorsi, quali Delle cose comuni ossia Zóon politikon (1932), Pragmatismo ovvero la filosofia della vita pratica (1918), Marsyas ossia al margine della letteratura (1931), Gli apocrifi (Apokryfy, 1932, Kniha apokryfu, 1945), e soprattutto negli interessantissimi Discorsi con T. G. Masaryk (1928-35, 3 vol.) e Silenzio con TGM (T. G. Masaryk; 1935). Dopo i primi lavori teatrali Čapek scrisse insieme al fratello Josef Adamo il Creatore (1927) e da solo due drammi contro il fascismo e la guerra: La malattia bianca (1937) e La madre (1938). Eccellente romanziere, Čapek, le cui opere sono state tradotte in più lingue e spesso portate sullo schermo, usa i motivi utopici (prevedendo le scoperte tecniche rivoluzionarie) per criticare lo Stato esistente. Lo dimostrano La fabbrica dell'assoluto (1922) e Krakatit (1924). La trilogia Hordubal (1933), Una meteora (1934) e Una vita qualunque (1934) tratta invece problemi filosofici: l'idea della pluralità della personalità umana. Nel romanzo Quelli del primo turno (1937), ambientato nelle miniere, la solidarietà umana e il coraggio sono vincitori di ogni forza distruttiva. L'ultima opera di Čapek, il romanzo incompiuto La vita e l'opera del compositore Foltýn (1939), ha come motivo il problema della responsabilità morale dell'artista. Čapek inoltre tradusse mirabilmente Apollinaire e numerosi poeti francesi contemporanei, influenzando con quest'opera di trasposizione nella sua lingua madre lo sviluppo della poesia ceca. Tra le numerose opere postume sono da ricordare Fiabe e sottofiabe (1946), Note sull'attività creativa (1959) e la raccolta di poesie Le danze eccitate (1946).