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ō-yoroi

armatura giapponese adottata dalla cavalleria nel corso dei sec. XI-XII. La sua originale forma si sviluppò attraverso la trasformazione e la fusione di due primitivi modelli di protezione individuale in uso nel Giappone dell'età antica: il tipo indigeno a piastra (tankō) e quello asiatico a lamelle introdotto dal continente (keikō), quali sono documentati nelle immagini d'argilla (haniwa) del periodo Kofun. Nella sua forma classica, rimasta invariata fino al sec. XIV, l'armatura ō-yoroi era costituita dalla corazza (dō) in metallo rivestito di cuoio, comprendente tre sezioni per la protezione del busto, provviste nella parte inferiore di un gonnellino (kusazuri) per la difesa delle anche e delle cosce e da una sezione staccata (waidate) che proteggeva il lato destro del corpo e che veniva assicurata per prima al busto mediante cinghie e cordoni, costituendo così una specie di perno sul quale veniva impostata tutta l'armatura, completata da ampi spallacci (ō-sode). Il gonnellino e altri elementi accessori erano costituiti da serie di lamelle laccate raccordate insieme da un fitto intreccio di policromi cordoni di seta. Adatto a questo tipo di armatura era un elmo (kabuto) provvisto di ampio coprinuca (shikoro) a cinque file di lamelle di cui le quattro superiori venivano rigirate all'indietro in modo da formare due vistose prominenze (fukigayeshi).

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