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Šalda, František Xaver

critico letterario, poeta e narratore ceco (Liberec, Boemia, 1867-Praga 1937). Dal 1918 fu professore di letterature romanze all'Università di Praga. Esordì con poesie parnassiane cui seguirono le elegie ispirate alla morte dell'amica, la scrittrice R. Svobodová (L'albero del dolore, 1920). Nel teatro passò dal simbolismo (Folle, 1921) al poetismo (Spedizione contro la morte, 1926). Nei racconti drammatici affrontò il problema del senso della vita (La vita ironica e altri racconti, 1912; Xilografie vecchie e nuove, 1935) e nel romanzo I fantocci e i servi di Dio (1917) meditò sulla personalità dell'artista. Ma il suo maggiore contributo alla cultura ceca consiste nella sua lunga attività di critico (Le lotte per il domani, 1905; L'anima e l'opera, 1913 e 1918; La personalità poetica di Dante, 1921; Della cosiddetta immortalità dell'opera poetica, 1928; Sulla più giovane poesia ceca, 1928). Dal 1928 fino alla morte pubblicò un proprio mensile, Zápisník (Il taccuino).

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