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Šklovskij, Viktor Borisovič

scrittore, teorico e critico letterario russo (Pietroburgo 1893-Mosca 1984). Commissario durante la Rivoluzione, insegnante all'Istituto statale di letteratura, si distinse per la sua originalità. Membro (tra il 1914 e il 1923) dell'OPOJAZ (Associazione per lo studio della lingua poetica), dei Fratelli di Serapione e padre del formalismo, esordì nel 1914 come poeta e teorico. Šklovskij difese la teoria dell'arte pura, che applicò nelle sue opere. Tra esse spiccano le prose autobiografiche (apparse anche in traduzione italiana) Un viaggio sentimentale. Ricordi 1917-1923 (1923), Zoo o lettere non d'amore (1923), Il punteggio di Amburgo (1928), e le memorie C'era una volta (1962 e 1964). Tra gli scritti teorici sul formalismo particolare rilievo hanno Resurrezione della parola (1914), La mossa del cavallo (1923) e soprattutto Teoria della prosa (1925). Un'applicazione pratica delle sue teorie è il saggio Materiale e stile in “Guerra e pacedi L. Tolstoj (1928). Dopo la morte di J. Stalin, Šklovskij ritornò alla critica con Osservazioni sulla prosa dei classici russi (1955), Pro e contro. Osservazioni su Dostoevskij (1957) e La fune. Sulla dissomiglianza del simile (1970). Fu anche uno dei maggiori teorici, saggisti e critici di cinema; in questo ambito si ricordano soprattutto Letteratura e cinema (1923), Il terzo studio (1926), Poetica del cinema (1927), Come scrivere le sceneggiature (1931). Una scelta dei suoi articoli fu pubblicata, anche in Italia, nell'antologia I formalisti russi nel cinema a cura di G. Kraiski (1971). Come sceneggiatore aveva firmato per A. RoomL'amore a tre o Letto e sofà (1927) e per B. BarnetLa casa di via Trubnaja (1928). Negli ultimi lavori tornò al tema della propria giovinezza con la poetica Energia dell'errore (1981) e alla sua passione per il cinema con Sua Maestà Ejzenstejn (1977), biografia in forma di saggio del regista sovietico; riprese inoltre, variandolo, il suo celebre libro Teoria della prosa (1983), apparso, come si è detto, nel 1925. Nel 1967 è uscito in Italia il saggio biografico Majakovskji e l'antologiaI Fratelli di Serapione, che raccoglie, fra gli altri, alcuni scritti teorici di Šklovskij, mentre nel 1972 è stato pubblicata l'opera Marco Polo.

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