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Šuppiluliuma

nome di due re ittiti. Šuppiluliuma I (ca. 1380-1345) è il più importante re ittita. Coadiuvò già il padre in una difficile situazione militare contro i Kaška; si impadronì del trono in maniera non chiara, forse a danno di un fratello. Oltre a ristabilire l'autorità ittita in Anatolia, ampliò grandemente i possessi diretti e indiretti. Il controllo sui regni di Kizzuwatna (Cilicia) e Hayaša (Ponto) fu assicurato da trattati amichevoli, ma sostanzialmente di egemonia, coi locali re Šunaššura e Huqqana. Il controllo di questi stati-cuscinetto, come pure di Išuwa (Alto Eufrate), consentì lo scontro con Mitanni, allora al culmine della potenza e forte dell'alleanza egiziana. Un primo scontro fu favorevole al mitannico Tušratta; anni dopo Šuppiluliuma effettuò una grande spedizione, accerchiò Mitanni dal nord, scacciò dalla capitale Tušratta (che rifiutò lo scontro campale) sostituendolo coi filoittiti Artatama prima e Mattiwaza poi (Artatama essendosi accostato all'Assiria), e riducendo Mitanni a regno vassallo. Continuò la spedizione in Siria, sottomise i regni (già vassalli mitannici) di Aleppo e Karkemiš, dove intronizzò i figli Telipinu e Piyaššili, nonché i regni (già vassalli egiziani) di Ugarit, Amurru, Qadesh. Giunse così a fronteggiare militarmente l'Egitto, battendolo in scontri di frontiera e ricevendo persino dalla vedova di Tutankhamon la richiesta di inviare un figlio a sposarla e regnare sull'Egitto. Il progetto fallì ma ben simbolizza il culmine della potenza ittita. Šuppiluliuma ebbe varie mogli, fra cui una principessa babilonese; i suoi contatti diplomatici andavano da Ahhiyawa a Babilonia e seppe unire in modo singolare doti di diplomatico e di militare. Gli succedettero i figli Arnuwanda II (per pochi mesi) e Muršili II, mentre l'impero era momentaneamente sconvolto da una pestilenza e dalla ribellione dei vassalli, ma definitivamente trasformato da regno secondario a potenza egemone dell'Asia Anteriore. Le sue gesta furono redatte ufficialmente sotto Muršili II. § Šuppiluliuma II (ca. 1205-1190), ultimo re ittita, figlio di Tudhaliya IV, mantenne un controllo precario su un impero ormai in disfacimento (come mostrano i preoccupati “giuramenti di fedeltà” dei suoi funzionari), riuscendo però a conquistare l'isola di Cipro (Alašia). Attaccato dai “popoli del mare”, concentrò in Licia truppe e flotta; la susseguente distruzione della capitale (e la conseguente fine dell'archivio e delle notizie) può dipendere o dall'inarrestabile avanzata dei nemici dal mare, o anche da un attacco di altri nemici più vicini (Kaška?) contro la città rimasta sguarnita.