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Žilina (regione)

(Žilinský kraj). Regione della Slovacchia centrosettentrionale, 6807 km², 694.763 ab. (stima 2006), 102 ab./km², capoluogo: Žilina. Confini: Prešov (E), Banská Bystrica (S), Trenčín (W); Polonia (N), Repubblica Ceca (NW).

La regione, appartenente al bacino del fiume Váh, è prevalentemente montuosa e comprende, tra gli altri, i rilievi degli Alti e Bassi Tatra (monte Bystrá, 2248 m), i monti Chočské, Javorníki e Strážovsk, i Fatra Maggiori e Fatra Minori. È attraversata dal fiume Váh, con i suoi tributari Kysuca, Turiec e Orava. Oltre la metà della superficie della regione costituisce territorio protetto o parco nazionale e il 35% circa del territorio è ricoperto da foreste. Risorse naturali sono le numerose sorgenti di acque termali e minerali e i depositi di torba intorno al fiume Orava. Solo una piccola percentuale del territorio è utilizzabile a scopo agricolo (cereali e patate); l'economia si basa prevalentemente sull'industria (chimica intorno al capoluogo, elettrotecnica, tessile e calzaturiera a Liptovský Mikuláš e Martin, della carta a Ružomberok) e sul settore delle costruzioni. Durante l'epoca comunista Žilina era uno dei maggiori centri per la produzione di armamenti pesanti, ma dopo il 1989 gli stabilimenti furono dismessi o convertiti in industrie per la produzione di macchinari (Kysucké Nové Mesto). Il capoluogo è servito da un piccolo aeroporto per voli charter. Il turismo, settore in continua crescita, si concentra nelle località termali, nei castelli di Orava e Budatín e nei parchi naturali. Altri centri importanti sono Čadca, Liptovský Mikuláš, Martin e Ružomberok. § I confini attuali comprendono le antiche contee ungheresi di Trenčin, Turiec, Orava e Liptov. Dopo il crollo della Grande Moravia nel sec. IX il territorio passò sotto il controllo dell'Ungheria, che mantenne il domino sulla regione fino alla fine della prima guerra mondiale.

Si estende sui Metalliferi Slovacchi (monte Ďumbier, 2043 m.); il territorio si presenta montuoso e collinare a N e pianeggiante ondulato nella sua parte meridionale. È attraversato dal fiume Hron e dall'Ipoly, che costituisce il confine meridionale con l'Ungheria. Risorse naturali sono le sorgenti d'acqua, i bacini idrici (Ružiná, Teplý vrch, Málinec, Klenovec, Kurinec e Hriňova) e i minerali (oro a Kremnica). Le aree naturali protette costituiscono un terzo della superficie totale; le più rilevanti tra queste sono i Parchi Nazionali Slovenský raj, Muránska Planina e Vel'ká Fatra e le numerose grotte aperte al pubblico (Bystrianska, Ochtin). Attività economiche degli abitanti (in maggioranza slovacchi, ma è presente una consistente minoranza ungherese) sono l'agricoltura, praticata soprattutto a S, e l'industria (ingegneristica, farmaceutica, metallurgica a Žiar nad Hronom, del legno, del vetro e della ceramica), concentrata prevalentemente nei distretti settentrionali (Banská Bystrica, Zvolen, Žiar, Hronom Detva). Il turismo si concentra nei parchi naturali, nelle località sciistiche (Donovaly) e nelle antiche città minerarie (Banská Bystrica, Banska Štiavnica e Kremnica). Centri importanti, oltre al capoluogo, sono Zvolen, Lučenec e Rimavská Sobota. § La regione, situata sul territorio delle antiche contee ungheresi di Zvolen, Gemer-Malohont, Tekov, Hont e Novohrad, fu occupata dagli Slavi nel periodo delle grandi migrazioni. A seguito del crollo della Grande Moravia (sec. X), il territorio passò prima sotto il dominio ungherese e, dopo la battaglia di Mohács del 1526, sotto il controllo dell'Impero Ottomano, per tornare all'Ungheria alla fine del XVII secolo e restarvi fino al termine della prima guerra mondiale.

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