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ʽAṭṭar, Farīd ud-Dīn

poeta mistico persiano (Nīshāpūr forse 1119-1230). Figlio di un mercante di spezie, per l'intolleranza dei concittadini dovette lasciare la dimora paterna e condurre una vita errante di derviscio. Fu uno dei maggiori mistici del sec. XIII, insieme con Rūmī e Saʽdī. Tra le numerose opere che la tradizione gli attribuisce sono sicuramente suoi quattro poemi mistico-didascalici (ma) di profondo e sincero afflato religioso, tra i quali ha particolare rilievo La logica degli uccelli che, nella fiaba paradossale dei trenta uccelli alla ricerca della Fenice (Sīmurġ), adombra la ricerca dell'assoluto, che culmina nella non-esistenza. Nel Dīvān di ʽAṭṭar, Farīd ud-Dīn, il simbolismo della mistica ṣū si traduce in poesia impetuosa e originale nelle immagini.

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