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ʽazā'zē'l

(in ebraico, probabilmente, capro emissario, come risulta dalla traduzione greca dei Settanta e dalla Volgata), parte essenziale del rito compiuto nel giorno dell'espiazione, di cui costituiva l'aspetto più esteriore e più emozionante. Il sacrificio infatti consisteva di due capri: l'uno era sacrificato a Yahwèh sull'altare, l'altro (ʽazā'zē'l) veniva caricato di tutti i peccati del popolo e poi spinto nel deserto, per significare la scomparsa, con esso, di tutti i peccati d'Israele.