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Abbott, Berenice

fotografa statunitense (Springfield 1898-Monson 1992). Studiò scultura a Berlino e dal 1923 al 1925 fu assistente di Man Ray a Parigi, dove visse fino al 1930 lavorando come ritrattista: per il suo studio passarono intellettuali del calibro di J. Cocteau, A. Gide,J. Joyce e A. Maurois. Fu proprio frequentando i circoli culturali della capitale francese che conobbe l'opera di E. Atget, destinata a esercitare su di lei un'influenza duratura. Del celebre fotografo ormai prossimo alla morte eseguì anche gli unici tre ritratti che ci siano pervenuti. Nel 1928 la Abbott acquistò il fondo Atget, poi ceduto al Museum of Modern Art, salvaguardando così un patrimonio di valore inestimabile per la storia della fotografia, composto da 1500 negativi e 8000 stampe. Tornata a New York, durante gli anni Trenta si diede a documentare i cambiamenti in atto nella metropoli, mettendo insieme in breve tempo un archivio monumentale. Il suo minuzioso lavoro, finanziato dal Federal Arts Program, fu pubblicato nel volume Changing New York (1939). Collaborò con Life e Fortune, e nel ventennio 1935-58 insegnò alla New School for Social Research. Negli anni Cinquanta visitò gli Stati attraversati dalla Highway 1, tra il Maine e la Florida, per cogliere con il suo obiettivo un mondo rurale ormai prossimo a scomparire. Tra i le sue opere si ricordano The world of Atget (1964) e A portrait of Maine (1968), oltre agli scritti di carattere tecnico come A guide to better photography, in cui studiò il proprio mezzo espressivo da una rigorosa prospettiva scientifica.