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Abriòla

comune in provincia di Potenza (29 km), 957 m s.m., 96,64 km², 1808 ab. (abriolani), patrono: san Valentino (14 febbraio).

Centro situato nel bacino del fiume Basento. Fortilizio arabo riconquistato dai Longobardi alla fine del sec. IX, fu possesso dei Gaimaro di Capaccio (sec. XII), dei Filangieri, del principe d'Orange, dei Di Sangro, dei Caracciolo e dei Federici. Fu danneggiato dal terremoto del 1980. § Collocato in un paesaggio caratterizzato da affioramenti calcarei (“faraglioni”), il borgo antico conserva l'aspetto tipico dei quartieri arabi; della roccaforte araba sono ancora visibili tratti della cinta muraria e resti di una torre a pianta quadrata. La chiesa madre di Santa Maria Maggiore conserva tele databili al sec. XVII. In località Arioso sono i resti del palazzo baronale. § L'economia si basa sull'agricoltura (frutta, uva e cereali), lo sfruttamento dei boschi e l'allevamento (ovini, caprini, bovini e suini). Sono attive aziende artigianali nei settori alimentare (caseifici) e della lavorazione del legno. Fiorente è il turismo invernale (rinomata la pista da sci Piana del Lago sul monte Pierfaone). § Nei dintorni sorge il santuario di Monteforte, la cui chiesa, di origini antiche, è stata in gran parte ricostruita nel sec. XVI e nel cui interno sono interessanti affreschi dei sec. XII, XIII e XVI.

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