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Abu Simbel

centro archeologico dell'Egitto (Nubia), nella valle del Nilo, presso il confine con il Sudan, dove il faraone Ramesse II (sec. XIII a. C.) fece costruire due monumentali templi rupestri, dedicati l'uno agli dei , Ammone e Ptah e a se stesso, l'altro a Hathor e a Nefertari, sua moglie. Sulla facciata del primo, alta 33 metri e larga 38, spiccano quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri, in ognuna il faraone indossa lo pschent ovvero le corone dell'Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato nemes che gli scende sulle spalle e ha il cobra sulla fronte. Ai lati delle statue colossali ve ne sono altre più piccole, la madre Tuya e la moglie Nefertari, mentre tra le gambe ci sono le statue di alcuni dei suoi figli, riconoscibili dalla treccia infantile al lato del capo.Sopra le statue, sul frontone del tempio ci sono 14 statue di babbuini che, guardando verso est, aspettano ogni giorno la nascita del sole per adorarlo, in origine c'erano 22 statue di babbuini, tante quante le province dell'Alto Egitto, anche se secondo un'altra ipotesi le statue erano 24, una per ogni ora del giorno. Una delle statue di Ramses è senza testa dopo un crollo avvenuto pochi anni dopo la costruzione del tempio a causa di un terremoto; le rovine sono rimaste ai piedi della statua. A nord del tempio maggiore, a un centinaio di metri, nella collina di un sito denominato Abeshek, si trova il tempio, scavato nella roccia, dedicato ad Hathor di Ibshek, con cui la regina fu associata, a Nefertari moglie di Ramses e altre divinità preposte alla maternità. La facciata, larga 28 metri e alta 12 metri è ornata da sei statue alte 10 metri, tre a ogni lato della porta di ingresso e separate da iscrizioni geroglifiche indicanti le titolature dei due sovrani. Le statue raffigurano quattro volte Ramses e due Nefertari. Ai lati delle statue del faraone ci sono i figli in dimensioni minori, mentre ai lati di Nefertari sono raffigurate le figlie. È l'unico tempio egizio dove una regina ha la stessa importanza del faraone, lo stesso Ramses lo ha fatto scrivere in una incisione nei rilievi della facciata. I due monumenti, minacciati dalla costruzione della diga di Assuan, sono stati tagliati e poi rimontati sulla cima della montagna, secondo un ardito progetto dell'UNESCO (1960), attuato nel 1967. Sempre l'UNESCO ha dichiarato il sito Patrimonio dell'Umanità nel 1979.

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