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Abuladze, Tengiz Evgenevič

regista cinematografico georgiano (Kutaisi, Georgia, 1924-Tbilisi 1994). Una lunga quarantena per motivi politici non ha impedito al regista di essere considerato uno tra i più interessanti esponenti del cinema sovietico del secondo dopoguerra, tra i più capaci a riflettere sul rapporto tra folclore e politica, vita agreste e modernizzazione delle città. Dopo studi di regia con Kulešov e Jutkevič all'Istituto d'Arte Cinematografica di Mosca, ha debuttato nel 1954 con Il gruppo statale di danza popolare della Georgia, cui ha fatto seguito L'asino di Magdana (1956), premiato a Cannes. I film che lo hanno comunque imposto come artista dal linguaggio fresco e innovativo sono Figli altrui (1958) e Io, la nonna, Ilico e Ilarion (1963). Dopo La supplica (1968) e Una collana per la mia amata (1971), ha realizzato il suo capolavoro, L'albero dei desideri (1977). Interrompendo un silenzio di quasi dieci anni, ha diretto quindi Pentimento (1986), duro manifesto di denuncia dei crimini staliniani, con cui ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes. Nel 1989 ha girato Hadji Murat.

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