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Acèrba

poema allegorico didattico in cinque canti di Francesco Stabili, detto Cecco d'Ascoli, che, secondo gli intenti dell'autore, avrebbe dovuto opporsi alla Commedia di Dante. Nello spirito della trattatistica medievale sono descritte, non senza vigore, le influenze delle forze cosmiche sull'uomo e i vizi e le virtù della natura umana. L'emblematico titolo è forse allusivo della difficoltà della materia se pure non si richiami alla cerva, simbolo della sapienza.

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