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Acìlia (gens romana)

gens plebea di Roma, un cui ramo, i Glabrioni, si distinse con cospicui personaggi in un arco di otto secoli, tra i sec. III a. C. e V d. C. Manio, console nel 191 a. C., comandò la guerra contro Antioco III di Siria, che cacciò dalla Grecia dopo averlo vinto alle Termopili, e promulgò una legge che corresse il calendario civile romano, allora in anticipo di quattro mesi su quello astronomico. Posta quindi (190) la propria candidatura alla censura, la ritirò quando fu accusato di peculato e dopo che Catone ebbe testimoniato contro di lui. Manio Glabrione, tribuno della plebe nel 122 a. C., promulgò la Lex Acilia repetundarum. Manio, figlio del precedente, presiedette come pretore il famoso processo contro Verre, fu console nel 67 a. C. ed ebbe, per qualche mese, il comando della guerra contro Mitridate. Manio, un lontano discendente di costoro, console nel 91 d. C., fu sospettato di ateismo per le simpatie verso le credenze giudaiche. Domiziano, temendolo quale rivale, prima lo esiliò e poi lo fece uccidere. Un ipogeo sepolcrale, scoperto a Roma alla fine dell'Ottocento nel cimitero di Priscilla, attesta che la famiglia abbracciò presto il cristianesimo.

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