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Accadèmia Pontaniana

una delle più antiche accademie italiane e certo la più antica di Napoli: nacque infatti alla metà del Quattrocento con il nome di Accademia Alfonsina, nella reggia di Castel Nuovo, per volere di Alfonso I d'Aragona, con il proposito di coltivare le lettere, le scienze e le arti. Alla morte del re, presiedeva l'accademia Antonio Beccadelli il Panormita, che trasferì la sede nella propria abitazione e ne affidò la conduzione al discepolo Giovanni Pontano, da cui circa nel 1471 l'accademia prese il nome. Vi erano in quel tempo iscritti il cardinale Bessarione, P. Bracciolini, L. Bruni, F. Filelfo, E. S. Piccolomini (poi papa Pio II), G. Trapezunzio ecc. Tra il 1536 e il 1532 ne fu presidente I. Sannazaro. Nel 1542 l'Accademia fu sciolta e risorse solo nel 1808 a opera di V. Cuoco, F. Lauria e N. Nicolini, vivendo senza interruzioni, dopo essersi fusa con la Società Sebezia creata da B. Puoti (1826), fino al periodo fascista. Nel 1892 entrò prima come socio poi come vicepresidente e infine come presidente B. Croce. Con l'avvento del fascismo rischiò di essere soppressa e venne accorpata all'Accademia di Scienze Morali e Politiche della Società Reale. Nel 1944, su suggerimento di Croce, l'Accademia venne ripristinata.

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