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Acquapendènte

comune in provincia di Viterbo (50 km), 420 m s.m., 130,28 km², 5788 ab. (acquesiani), patrono: sant’ Ermete (28 agosto).

Centro su uno sperone che domina la valle del fiume Paglia. Di probabile origine etrusca, si sviluppò con i commerci in età medievale grazie alla sua posizione sulla via Francigena. Fortificato dagli Ottoni e dagli Svevi, passò alla Santa Sede nel 1115. Dopo il periodo feudale, fu soggetto al comune di Siena e alla signoria degli Sforza. Conquistò libertà cittadine intorno alla metà del XV secolo. Nella seconda metà del sec. XVII divenne sede vescovile e rimase definitivamente soggetto allo Stato Pontificio. § Importanti sono i monumenti medievali: la porta della Ripa; la romanica cattedrale del Santo Sepolcro, che conserva un pregevole coro ligneo, opere scultoree e un'imponente cripta del sec. IX; la torre del Barbarossa o “dell'orologio” (sec. XII); le chiese di San Francesco e di Sant'Agostino, con interessanti interventi settecenteschi. Notevoli, inoltre, sono il palazzo Viscontini, con ricca facciata bugnata, e il neoclassico Palazzo Comunale.§ All'agricoltura (farro, legumi e vigneti) e all'artigianato (ceramiche artistiche) si affiancano l'allevamento ovino e alcune iniziative industriali nei settori dell'arredamento, della carpenteria metallica, della lavorazione del legname e dei laterizi. Il centro è dotato di strutture ricettive e ricreative per il turismo escursionistico.§ In primavera vi si celebra la Festa dei Pugnaloni (pungoli per buoi), grandi pannelli allegorici decorati con fiori e foglie.

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