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Acquaviva

famiglia napoletana di origine abruzzese imparentata con gli Aragonesi. Discendente da un Rinaldo, che nel 1195 ottenne da Enrico VI feudi nel teramano, diede i natali a illustri personaggi, uomini d'arme e prelati. Giulio Antonio (m. 1481), dapprima acerrimo avversario e poi fautore di Ferdinando I re di Napoli, ebbe da questi (1477) il diritto di aggiungere al proprio casato quello d'Aragona. Andrea Matteo III, marchese di Bitonto (? 1458-Conversano 1529), amico del Sannazaro e del Pontano, nel 1485 partecipò alla Congiura dei baroni e durante le lotte tra Francesi e Spagnoli per il predominio nel Regno di Napoli parteggiò alternativamente per gli uni e per gli altri. Marcello (Napoli 1531-Sant'Omero, Teramo, 1617), arcivescovo d'Otranto (1586), fu nunzio a Venezia e vicelegato a Bologna (1595). Claudio, generale dei Gesuiti (Napoli 1543-Roma 1615), promotore dell'attività missionaria e scientifica della Compagnia, promulgò la famosa Ratio studiorum che influenzò tutta la successiva attività pedagogica dell'ordine. Rodolfo (Atri 1550-Cuncolim, Goa, 1583), missionario a Goa, scrisse interessanti relazioni su quella regione, venne ucciso dagli Indiani con altri confratelli e fu beatificato nel 1893. Francesco (Napoli 1665-Roma 1725), cardinale (1706), fu nunzio in Spagna e poi ambasciatore di Filippo V presso il papa. Troiano (Atri 1694-Roma 1747), cardinale (1732) e arcivescovo di Monreale (1739) negoziò per conto del Regno di Napoli il concordato del 1741 con la Santa Sede.

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