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Adenauer, Konrad

statista tedesco (Colonia 1876-Rhoendorf am Rhein 1967). Figlio di un agiato funzionario statale, studiò legge ed economia a Friburgo, Monaco e Bonn, entrando poi in magistratura. Aderì nel 1906 al Partito del Centro e fu (1917-33) sindaco di Colonia, al cui sviluppo culturale ed economico contribuì fondando la nuova università, dando impulso alla costruzione dell'autostrada Colonia-Bonn e istituendo la Fiera internazionale. Membro e presidente del Consiglio di Stato della Prussia (1920-33), fu nel 1926 tra i candidati alla cancelleria del Reich, cui infine rinunciò per l'impossibilità di poter costituire una solida maggioranza. Perse ogni carica all'avvento del nazismo, che fu la naturale conseguenza di una democrazia debole e tarata, e venne arrestato (giugno 1934) sotto l'accusa di aver partecipato al complotto di cui era stato falsamente accusato il capo di Stato Maggiore delle SA, Ernst Röhm. Rilasciato, si ritirò a vita privata. Dieci anni dopo venne nuovamente imprigionato per due volte, sia pur brevemente, nella repressione seguita al fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944. Tornato all'attività politica dopo la guerra, fu di nuovo sindaco di Colonia (marzo-ottobre 1945). Gli Inglesi lo rimossero da tale carica, ma Adenauer apparve ben presto come uno dei personaggi più autorevoli della Repubblica Federale e uno dei maggiori protagonisti della vita politica europea. Tra i fondatori della CDU (Christlich-Demokratische Union), il partito erede e continuatore del Centro, ne divenne presidente per un lungo periodo (1950-66). Questa carica si aggiunse a quella di cancelliere cui era stato chiamato nel 1949 e che Adenauer tenne, attraverso tre successive rielezioni, fino al 1963. Dal 1951 al 1955 fu anche ministro degli Esteri e, nel clima di guerra fredda che caratterizzò gli anni Cinquanta, cercò di inserire sempre più la Germania Federale nel contesto politico del mondo occidentale in una posizione di uguaglianza rispetto agli altri Stati europei. Gli accordi di Parigi (23 ottobre 1954), che ponevano fine all'occupazione alleata, l'adesione all'Unione Europeal'avvio al riarmo, voluto fin dal 1949 in contrasto con la vivace opposizione socialdemocratica, ma con l'appoggio degli Americani timorosi di un rafforzamento militare della Repubblica Democratica Tedesca, e infine l'ingresso nella NATO (dopo il fallimento della CED costituiscono altrettante tappe della politica di Adenauer che, se portò il nuovo Stato a una rapida riabilitazione internazionale e a un notevole sviluppo economico, contribuì però a suggellare la divisione del Paese. Il cancelliere aveva pensato di poter giungere all'unificazione della Germania attraverso l'appoggio del blocco occidentale, ma la distensione tra Est e Ovest, che prese l'avvio dopo l'avvento di Chruščëv, modificò in parte la sua politica. Adenauer si avvicinò allora alla Francia gollista, aperta a soluzioni autonomistiche rispetto agli Stati Uniti, ma non poté evitare dissensi e critiche all'interno del proprio partito. Ormai svigorita la sua politica del compromesso e indebolita la forte maggioranza precostituita che gli aveva consentito sempre di governare con sicurezza, nel 1963 fu infine costretto a dimettersi, non prima di aver raggiunto l'obiettivo della fratellanza con la Francia, consacrata da una solenne cerimonia di riconciliazione tra i due Paesi celebrata nella cattedrale di Reims nel luglio 1962. Nel 1966, dopo la fine della presidenza Erhard, ancora politicamente combattivo, appoggiò l'avvento di Kiesinger e la coalizione con i socialdemocratici. Ha lasciato interessanti memorie in quattro volumi: Erinnerungen (1965-67).

Bibliografia

P. Weymar, Konrad Adenauer. Die Autorisierte Biographie, Monaco, 1955; F. Rodens, Konrad Adenauer. Der Mensch und Politiker, Monaco-Zurigo, 1963; H. Lindemann, Konrad Adenauer, Monaco-Berna-Vienna, 1965; R. Strobel, Adenauer und der Weg Deutschland, Lucerna-Francoforte sul Meno, 1965; U. Corsini, Repgen Konrad, Bologna, 1985.