Agazzi, Ròsa

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educatrice italiana (Volongo, Cremona, 1866-1951). A lei e alla sorella Carolina (Volongo, Cremona, 1870-1945) si devono l'esperienza italiana più nuova nell'educazione della prima infanzia e l'impostazione originale della “scuola materna”, che se non sostituì nel nome il vecchio “asilo” lo trasformò nel contenuto, contrapponendo all'asilo della cultura intellettuale quello delle “umili cose” e della spontaneità. Fin dal 1895 realizzarono a Mompiano presso Brescia un nuovo tipo di asilo: in esso le lezioni di impostazione tradizionale erano ridotte al minimo, mentre si dava modo ai bambini di attendere a occupazioni note e familiari (rassettare, lavare, ecc.), si curavano il dialogo, il senso sociale e quello di responsabilità: non vi erano più libri, né lavagne, ma venivano impiegati materiali di uso comune (“cianfrusaglie”) e svolte attività espressive come il canto. Il bimbo doveva essere membro attivo della grande “famiglia dei bambini”. Delle due sorelle Agazzi, Rosa era la mente; fu ella a far intendere, pur non partendo da alcuna posizione teorica, le finalità del suo metodo nelle opere Come intendo il museo didattico nell'educazione dell'infanzia e della fanciullezza e L'arte delle piccole mani.

Bibliografia

M. Casotti, Il metodo Montessori e il metodo Agazzi, Brescia, 1931; A. Agazzi, Il metodo delle sorelle Agazzi, Brescia, 1934; M. Agosti, V. Chizzolini, La scuola materna italiana, Brescia, 1939; A. Milana, Metodi Agazzi e Montessori, Firenze, 1986.

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