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Aghlabiti o Aglabiti

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Storia

(arabo, Banū l-Aġlab), dinastia di emiri di origine araba che, tra i sec. IX e X, governò la Tunisia e alcune regioni vicine. Fondatore fu Ibrāhīm ibn al-Aghlab che, dopo aver raggiunto il controllo di gran parte del Maghreb centrale, nell'Ottocento ricevette dal califfo abbaside i pieni poteri sull'intera regione, che aveva come capitale Kairouan (al-Qayrawān). Nell'827 gli Aghlabiti, spinti all'impresa da Eufemio da Messina ribelle all'Impero di Bisanzio, iniziarono la conquista della Sicilia. Dopo un iniziale successo, che dette loro il possesso di Mazara e di Palermo (831), dovettero impegnarsi duramente, costretti come furono ad affrontare, oltre alla resistenza locale, le spedizioni inviate da Bisanzio; essi comunque, dalle basi siciliane, effettuarono incursioni sulle coste dell'Italia meridionale e occuparono temporaneamente alcune località. Pur attraverso contrasti interni e ribellioni di capi locali, gli Aghlabiti mantennero fino alla metà del sec. IX una stabilità politica, estesero i loro domini territoriali e promossero lo sviluppo economico delle regioni da loro controllate attraverso la realizzazione di opere di pubblica utilità (ponti, cisterne, canali). Sul finire del IX e nei primi anni del sec. X il dominio degli Aghlabiti, indebolito da frequenti rivolte delle tribù berbere, venne attaccato dai seguaci di Abu ʽAbdullāh ash-Shīʽī, fautore della dottrina sciita fatimita; Kairouan, la capitale, cadde e l'intera regione fu conquistata (909).

Arte

L'architettura del periodo degli Aghlabiti è una delle manifestazioni più autonome nell'ambito dell'arte islamica dei primi secoli. Gli emiri fecero costruire numerose fortificazioni militari (i ribāṭ, monasteri fortificati lungo la costa, come a Susa e a Monastir) e opere pubbliche, fra cui primeggiano i grandi bacini idrici circolari di Kairouan, del tempio di Abū Ibrāhīm Aḥmad. Le moschee sono del tipo islamico primitivo, con il cortile quadrangolare circondato da portici e dalla sala di preghiera a navate. Il minareto è quadrato, disposto in asse col miḥrāb, la nicchia della sala di preghiera che orientava i fedeli verso la Mecca. Venne fatto grande uso di marmi di spoglio romani, spesso anche decorati. La Grande Moschea di Kairouan e la Grande Moschea Zituna (Moschea degli Olivi) a Tunisi vennero ricostruite sulle rovine di moschee precedenti, mentre costruite ex novo sono quelle di Susa e di Sfax. Nel campo delle arti decorative gli Aghlabiti dipesero direttamente dalle fabbriche di Baghdad.

Bibliografia

A. Fikry, La Grande Mosquée de Kairouan, Parigi, 1935; G. Marçais, La Berbérie musulmane et l'Orient en Moyen-Age, Parigi, 1945; idem, L'architecture musulmane d'Occident: Tunisie, Algérie, Maroc, Espagne et Sicile, pag. 4-42 (con bibliografia), Parigi, 1954; D. Hill, D. Golvin, Islamic Architecture in North Africa, Hamden, Connecticut, 1976.

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