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Agrigènto (provincia)

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provincia della Sicilia, 3045 km², 455.550 ab. (stima 2007), 150 ab./km², capoluogo: Agrigento. Comuni: 43. Sigla: AG.

Generalità

Estesa nella parte sudoccidentale dell'isola, si affaccia a S nel canale di Sicilia, e confina con le province di Trapani, Palermo e Caltanissetta. Amministrativamente appartengono al suo territorio le isole Pelagie. Simbolo della provincia è l'area archeologica della Valle dei Templi, con lo straordinario e ben conservato complesso di templi dorici, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Territorio

Pianeggiante solo lungo la costa, il territorio provinciale è costituito in prevalenza da una serie di tavolati in cui predominano le argille e le formazioni gessoso-solfifere, che si elevano gradatamente verso l'interno fino ai rilievi calcarei appartenenti al sistema dei monti Sicani; questi culminano nell'Agrigentino nei 1578 m del monte Cammarata. Le coste, che si allungano per oltre 100 km, sono caratterizzate da aggetti e rientranze; tuttavia, la presenza di fondali troppo bassi non permette lo sviluppo di buoni approdi. I fiumi sono in genere poveri d'acqua sia per la scarsità delle precipitazioni (600-800 mm annui) sia per la permeabilità dei terreni; i maggiori sono il Platani, che interessa la sezione centrale della provincia, e l'Imera Meridionale, che segna parte del confine con la provincia di Caltanissetta. Regime torrentizio hanno il Carboj, emissario del lago Arancio, il Verdura, il Magazzolo, il Naro, che forma il lago San Giovanni, e il Belice, al confine con la provincia di Trapani. La principale emergenza ambientale di alcuni comuni dell'interno è costituita dalla scarsità delle risorse idriche, soprattutto nel periodo estivo, problema che riguarda in genere la parte centrale dell'isola; a questo si aggiunge uno sviluppo edilizio, spesso incontrollato, anche in zone di importanza archeologica. I comuni compresi nella media e bassa valle del Belice, alcuni dei quali gravemente danneggiati dal terremoto del 1968, sono a rischio sismico. Nella tutela del locale patrimonio naturalistico-ambientale sono impegnate varie aree protette, quali la Riserva Naturale Foce del Fiume Platani, quella di Lampedusa, che si estende lungo un tratto incontaminato della costa meridionale dell'isola, e la Riserva Marina Isole Pelagie. Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e secche, e inverni miti e piovosi. La distanza dal mare e l'altitudine dei rilievi maggiori danno luogo a variazioni climatiche anche rilevanti: nella fascia costiera la temperatura media annua si aggira sui 19 ºC, mentre all'interno scende notevolmente; inoltre, la porzione meridionale del territorio, esposta ai venti caldi africani, raggiunge temperature estive più elevate (fino a 42 °C) ed è soggetta a escursioni annue più modeste. Le precipitazioni sono concentrate perlopiù nei mesi invernali. Dal punto di vista demografico la provincia ha vissuto negli anni Ottanta e Novanta del sec. XX una notevole riduzione della popolazione, a causa del netto calo del tasso di natalità, che non ha riguardato il capoluogo, bensì i centri della sezione orientale, come Licata e Palma di Montechiaro, interessati anche da un massiccio movimento migratorio. Agli inizi del sec. XXI il saldo del movimento naturale della popolazione si mantiene negativo, mentre il saldo migratorio è in una fase di equilibrio. Per quanto riguarda la rete urbana, i centri principali dell'Agrigentino si addensano lungo la fascia costiera: Favara e Porto Empedocle, nel settore centrale della provincia, gravitante sul capoluogo; nella sezione occidentale, Sciacca e Ribera; in quella orientale, Licata, Palma di Montechiaro e, più all'interno, Canicattì. La rete viaria è poco sviluppata e priva di collegamenti autostradali. Il territorio, lungo la costa, è attraversato dalla SS 115 Sudoccidentale Sicula, che collega Trapani con Siracusa; e mentre la SS 640 unisce Agrigento con Caltanissetta, la SS 189, poi SS 121, affiancata dalla linea ferroviaria locale, congiunge il capoluogo con Palermo. L'unico aeroporto provinciale è quello di Lampedusa, nelle isole Pelagie, da cui si possono raggiungere quotidianamente alcune delle principali città italiane. Lo scalo marittimo di Porto Empedocle, principale approdo della Sicilia meridionale insieme al porto di Gela, non è in grado di svolgere un efficace ruolo di polarizzazione lungo la costa; linee di traghetti lo collegano con Linosa e Lampedusa.

Economia

L'economia provinciale è prevalentemente agricola, nonostante il netto calo registrato negli ultimi decenni del Novecento dal settore primario. Lungo la fascia litoranea e nei fondivalle si coltivano cereali, legumi, ortaggi, mandorli, viti, olivi e agrumi. L'attività zootecnica interessa soprattutto l'allevamento di ovini e caprini, mentre la pesca ha i suoi maggiori centri a Porto Empedocle, Sciacca, Licata e Lampedusa. Conclusasi ormai da tempo (1986) l'attività estrattiva (zolfo), che aveva rappresentato la principale risorsa dell'Agrigentino, il comparto secondario si basa sull'estrazione e sulla lavorazione di materiali da costruzione (soprattutto a Sciacca, Agrigento e San Giovanni Gemini) e in minor misura di salgemma (Racalmuto, Realmonte); abbastanza sviluppati sono anche i settori chimico (Casteltermini, Licata, Porto Empedocle) e alimentare, basato sulla trasformazione dei prodotti agricoli e sulla lavorazione del pescato. Il terziario è scarsamente potenziato anche nel capoluogo, mentre una certa rilevanza ha il commercio, concentrato nel golfo di Porto Empedocle. Completa il quadro economico provinciale il turismo balneare (isole Pelagie, Agrigento, San Leone, Licata, Sciacca, Bovo Marina, Menfi) e culturale, attratto dall'eccezionale patrimonio archeologico (Valle dei Templi e scavi di Eraclea Minoa).