Alain

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pseudonimo del saggista e moralista francese Émile-Auguste Chartier (Mortagne-au-Perche 1868-Le Vésinet 1951). Uscito dall'École Normale Supérieure, insegnò filosofia in licei di provincia e all'Henri IV di Parigi; ottenne vasta notorietà soprattutto attraverso i propos (ragionamenti) che andò pubblicando sul giornale La Dépêche de Rouen e sulla Nouvelle Revue Française dal 1908 al 1938. Nella forma del propos, che caratterizza il modello espressivo delle sue libere variazioni su temi filosofici, letterari, politici o di costume, emerge l'originale spirito di Alain, imbevuto di razionalismo cartesiano e di moralismo agnostico e arricchito da uno stile lucido, penetrante e spesso paradossale, che si ritrova anche nelle pagine dei suoi saggi: 11 chapitres sur Platon (1928), En lisant Balzac (1935), Préliminaires à l'esthétique (1939). Sensibile a un radicalismo politico, che si richiamava alla lezione razionalista e vedeva nella lotta contro tutti i poteri costituiti il riconoscimento del primato dell'uomo e la salvaguardia delle libertà fondamentali, Alain acquistò un ruolo di grande autorità soprattutto per l'intransigente testimonianza pacifista e la costante difesa dei valori democratici contro le minacce totalitarie, di cui sono esempi Mars ou la guerre jugée (1921; Marte o la guerra a giudizio), Le citoyen contre les pouvoirs (1926; Il cittadino contro i poteri), Politique (1952). Per i meriti di scrittore vigoroso e impegnato ottenne nel 1951 il Grand Prix National des Lettres.

Bibliografia

A. Maurois, Alain, Domat, 1952; Henri Massis, Au long d'une vie, Parigi, 1967; O. Reboul, L'homme et ses passions d'après Alain, Parigi, 1968; G. Pascal, L'idée de philosophie chez Alain, Parigi, 1970; I. Montanelli, Tali e quali, Milano, s.d.; S. Solmi, Il pensiero di Alain, Pisa, 1976; E. Baglioni, Lotta contro i poteri. Il radicalismo di Alain, Milano, 1988.

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