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Albertini, Luigi

giornalista e uomo politico italiano (Ancona 1871-Roma 1941). Vivamente interessato ai problemi politici e sociali, svolse un'intensa attività giornalistica dirigendo dal 1900 al 1925 (dal 1921 in collaborazione con il fratello Alberto) il Corriere della Sera, che, ispirandosi al modello inglese del Times, riorganizzò facendone il più importante quotidiano italiano per autorevolezza e larghezza di collaboratori e di informazioni e per ricercata correttezza tipografica. Liberale conservatore, senatore dal 1914, fu apertamente e tenacemente antigiolittiano, interventista con Salandra e Sonnino alla vigilia della prima guerra mondiale e tuttavia favorevole, al termine di questa, a un'intesa con la Iugoslavia. Nella crisi interna del dopoguerra, eccettuata una momentanea propensione per il dialogo con i socialisti, fu possibilista nei confronti del fascismo, quindi finì per avversarlo. Il mancato allineamento gli costò nel 1925 l'allontanamento dal Corriere; si ritirò allora a vita privata dedicandosi a studi storici, che apparvero postumi in Le origini della guerra del 1914 (1943) e in Venti anni di vita politica (memorie relative agli anni 1898-1918, pubbl. 1950-52). Un prezioso Epistolario, con lettere dal 1911 al 1926, è stato edito nel 1969 a cura di Ottavio Bariè. Nel 2000 sono stati quindi pubblicati i Diari inediti, che vanno dal 1907 al 1923, a cura di Luciano Monzali.

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