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Albignàsego

comune in provincia di Padova (7 km), 13 m s.m., 20,99 km², 19.147 ab. (albignasaghesi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Cittadina nella pianura fra il canale della Battaglia e il fiume Bacchiglione. Di antica origine, fu inserita nella centuriazione romana, che comprendeva la zona dei Colli Euganei fino alla laguna di Venezia. Un privilegio di Berengario I (918) ne attesta l'appartenenza ai canonici di Padova, città di cui poi seguì le vicende. Dalla fine del sec. XIV vi si trasferì la nobile famiglia Obizzi, determinandone lo sviluppo.§ La parrocchiale di San Tommaso, di fondazione medievale, ma rifatta nei sec. XVI e XIX, incorpora l'antica abside (la cappella degli Obizzi) con un ciclo di affreschi di Stefano Dall'Arzere e conserva un coro quattrocentesco. La villa Salom-Lion, secentesca, fu rimaneggiata nei sec. XVIII e XIX (di questo periodo è il parco romantico di Giuseppe Jappelli); la villa Sanbonifacio, nella frazione di Mandriola, è del Settecento.§ L'agricoltura produce cereali, uva da vino ed è praticata la pioppicoltura. L'industria è particolarmente sviluppata nei settori tessile, metalmeccanico, calzaturiero, dell'abbigliamento, della meccanica di precisione, del cuoio, del legno e della gomma. Attivi sono anche il comparto commerciale e le attività legate al settore logistico.

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