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Albisòla Superióre

comune in provincia di Savona (5 km), 10 m s.m., 29,02 km², 10.921 ab. (albisolesi), patrono: san Nicolò (6 dicembre).

Cittadina della Riviera di Ponente, posta lungo la riva sinistra del torrente Sansobbia, estesa ai lati della via Aurelia e della strada verso Sassello. È la romana Alba Docilia, ricordata nella Tabula Peutingeriana. Distrutta dal re longobardo Rotari (641), fu ricostruita più internamente e, compresa nei possessi aleramici, divenne feudo di Bonifacio del Vasto (1091). Passò poi ai marchesi di Ponzone, che la cedettero a Genova ai primi del sec. XIII. Fu libero comune dal 1277 al 1343 e in seguito il dominio genovese fu sempre contrastato da Savona.§ Oltre la ferrovia si riconosce l'antico borgo medievale, dove si trova la grandiosa villa Della Rovere-Gavotti, notevole esempio del barocchetto ligure, fatta erigere da Francesco Maria Della Rovere nel 1753 con decorazioni esterne dipinte con effetti di trompe-l'oeil e giardino all'italiana. La parrocchiale di San Nicolò, fondata nel 1050 alle pendici del colle del Castellaro, venne rifatta nel Settecento; poco distante, procedendo verso la sommità, si trovano i resti del castello risalente al Mille. In località Albisola Capo e presso la stazione ferroviaria si trovano ruderi d'epoca romana.§ È rilevante l'attività economica legata al turismo, in particolare quello balneare nella zona di Albisola Capo. Le aree pianeggianti del territorio sono destinate alla coltivazione di frutta, ortaggi e vite (soprattutto in località Ellera), mentre sulle colline predomina l'olivo; è attiva la floricoltura. L'industria opera nei settori metalmeccanico, chimico, conserviero e della ceramica, nel quale, come nella vicina Albisola Marina, spicca la tradizionale lavorazione artigianale.

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