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Alcara li Fusi

comune in provincia di Messina (137 km), 400 m s.m., 62,36 km², 2473 ab. (alcaresi), patrono: san Nicolò Politi (3-5 maggio e 17-18 agosto).

Centro situato alle falde meridionali della Rocca Traora (Nebrodisettentrionali); è compreso nel Parco Regionale dei Nebrodi. L'abitato sorge su un ripiano alla destra della fiumara Rosmarino. Di probabile origine araba, fu donato da Ruggero I alla diocesi di Messina (1090) e rimase possesso dei vescovi fino all'estinzione dei feudi.§ Del castello Turio, forse arabo, distrutto da un terremoto nel sec. XV, rimangono i resti di una torre quadrata; ai suoi piedi si trova la monumentale fontana Abate (o dei sette cannoli). La chiesa madre di Maria Santissima Assunta ha un tiburio ottagonale ed è affiancata da un campanile con merli e cuspide; conserva una grandiosa urna d'argento con le reliquie di san Nicolò Politi, opera del catanese Paolo Guarna (1581). La chiesa di San Pantaleone risale al sec. XVII.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, uva e agrumi), sull'allevamento ovino e sulle attività di sfruttamento dei boschi.§ Il 24 giugno si celebra la Festa de’ Muzzuni (brocche decorate poste su altari votivi dalle donne del paese), una celebrazione di antiche origini pagane legata al raccolto. Nei dintorni si trovano i resti del monastero basiliano di Santa Maria del Rogato, l'eremo di San Nicolò Politi (sec. XII) e la scenografica grotta del Lauro, di grande interesse speleologico.

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