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Alcmeònidi

(greco Alkmaiōnídai), nobile e antichissima famiglia ateniese il cui capostipite Alcmeone, pronipote di Nestore, fuggito da Pilo di fronte all'invasione dorica sarebbe emigrato in Attica, sembra verso il sec. X a. C. Alla famiglia, che ebbe grande importanza nella vita politica di Atene dal sec. VII al V a. C., appartennero Clistene e, per parte di madre, Pericle e Alcibiade. Un Alcmeone è ricordato come stratego ateniese al tempo della prima guerra sacra (ca. 590 a. C.). Suo figlio Megacle, avversario di Pisistrato e responsabile dell'uccisione di Cilone e dei suoi seguaci che avevano occupato l'Acropoli, fu cacciato con i suoi nel 546, dopo il ritorno dei Pisistratidi ad Atene. Nel 514-13 gli Alcmeonidi, riedificato il tempio di Delfi, ottennero l'appoggio dell'oracolo che spinse Cleomene e gli Spartani ad abbattere la tirannide e a richiamarli in Atene (510). A quest'epoca appartengono le riforme democratiche di Clistene. Accusati poi, dopo Maratona, di complicità con i Persiani gli Alcmeonidi, la cui potenza dopo Clistene era declinata, furono difesi da Erodoto.

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