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Aleardi, Aleardo

poeta italiano (Verona 1812-1878). Prese parte, nel 1848, alla difesa della Repubblica Veneta e fu due volte imprigionato dal governo austriaco, a Mantova nel 1852 e a Josephstadt (Boemia) nel 1859. Insegnò a Firenze estetica e storia dell'arte; fu deputato e senatore. Giunto al successo con le Lettere a Maria (1846), vide crescere rapidamente la sua popolarità, che raggiunse l'apice con la pubblicazione dei Canti (1864); altrettanto rapido fu il declino, determinato dalla reazione di fine Ottocento al tipo di Romanticismo cui s'ispira la poesia di Aleardi, come quella di Prati; la critica odierna, pur mostrandosi più benevola, non si è mai spinta fino a una rivalutazione totale. Nel mondo poetico aleardiano si avverte la lezione di Foscolo, sia sotto l'aspetto contenutistico (amore e patria sono per Aleardi motivi poetici fondamentali), sia nei riguardi dello stile; manca la tensione foscoliana, per cui il motivo patriottico è indebolito e alterato, mentre il tema amoroso scade sul piano d'uno sfocato sentimentalismo. Ma accanto al falso, c'è un vero Aleardi: è il “poeta di bontà e di malinconia” – come lo definì Croce – che, nel Monte Circello (1856), canta l'accorata nostalgia dei mietitori abruzzesi nella desolazione delle paludi pontine; è il poeta della storia, che, nelle Antiche città italiane marinare e commercianti (1856), rivela una così viva capacità di rievocazione storica da giustificare l'attributo di precursore della poesia carducciana, su toni che ritroviamo in Prima storia (1857), I tre fiumi (1857), Un'ora della mia giovinezza (1858), Sette soldati (1861), Canto politico (1862) e Fuochi dell'Appennino (1863). A Carducci, come a Foscolo, si ricollega, in tono minore, Aleardi, per la cura dello stile e l'attenzione prestata alla struttura metrica e musicale.

Bibliografia

B. Croce, La letteratura della nuova Italia, Bari, 1914; Le più belle pagine di Aleardo Aleardi, a cura di G. Citanna, Milano, 1932; A. Momigliano, Studi di poesia, Bari, 1938; A. Vallone, Aleardo Aleardi, in Letteratura italiana. I Minori, IV, Milano, 1961.

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