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Alemán, Mateo

scrittore spagnolo (Siviglia 1547-Chalco ca. 1614). La sua fama è legata soprattutto al Guzmán de Alfarache, capolavoro di quel romanzo picaresco cui aveva dato brillante avvio il non meno famoso Lazarillo de Tormes. Studiò medicina, ma si ignora se abbia terminato gli studi universitari. La sua vita fu un susseguirsi di avventure, attraverso le quali imparò a proprie spese l'arte di arrangiarsi per sopravvivere. Fu imprigionato due volte, la prima nel 1580 per irregolarità commesse come contabile, la seconda nel 1602 per debiti. Nel 1608, privo di mezzi, risolse di emigrare in Messico, dove morì. Le vicende della vita di Alemán, il fatto che egli fosse figlio di ebrei convertiti non sono elementi trascurabili nella sua scelta letteraria. Il pícaro Guzmán, l'antieroico personaggio che vive ai margini della società spagnola di Carlo V e di Filippo II, è come uno specchio negativo dei valori che muovono quella società. All'illustre genealogia degli aristocratici al potere e alle loro gloriose gesta si contrappongono miserabili e reietti la cui vita è registrata come una lunga, tenace, a volte patetica lotta per la sopravvivenza. La prima parte del romanzo uscì nel 1595 con il titolo Primera parte de la vida del pícaro Guzmán de Alfarache. Nessun'altra opera spagnola aveva conosciuto un successo tanto clamoroso: nello stesso anno fu ristampata due volte, a Barcellona e a Saragozza; se ne conoscono 23 edizioni anteriori al 1605. Nel 1602 fu pubblicata una seconda parte, apocrifa, del Guzmán, firmata da Mateo Luján de Sayavedra (pseudonimo di J. José Martí). Alemán si affrettò pertanto a dare alla stampa a Lisbona, nel 1604, la Segunda parte de la vida y hechos del pícaro Guzmán de Alfarache, atalaya de la vida humana, por Mateo Alemán, su verdadero autor (Seconda parte della vita e delle avventure del pícaro Guzmán di Alfarache, osservatorio della vita umana, del suo vero autore). Ad Alemán si devono altre opere di argomento del tutto diverso, quali la Vida de San Antonio de Pádua (1603; Vita di Sant'Antonio da Padova), l'Ortografía castellana (1609; L'ortografia castigliana) e i Sucesos de don fray García Guerra, arzobispo de México (1613; Eventi della vita di Fra' García Guerra, arcivescovo di Messico) a sfondo autobiografico.

Bibliografia

G. Calabritto, I romanzi picareschi di Mateo Alemán, La Valletta, 1929; E. Cros, Mateo Alemán. Introducción a su vida y a su obra, Salamanca, 1971; M. Cavillac, Gueux et Marchands dans le Guzmán de Alfarache de M. Alemán, Bordeaux, 1983.

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