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Alfònso X

re di Castiglia e di León, detto il Dotto (Toledo 1221-Siviglia 1284). Figlio di Ferdinando III il Santo, salì al trono nel 1252. Direttrici della sua politica furono la lotta contro i Mori, ai quali sottrasse Cartagena e Lorca, e il tentativo di ottenere, fondando le sue pretese sulla parentela di sua madre Beatrice di Svevia con gli Hohenstaufen, la corona imperiale. L'impegno con cui per diciotto anni tentò di perseguire il secondo obiettivo, nonostante l'opposizione papale, facilitò le tendenze separatistiche della nobiltà castigliana. Tra il 1264 e il 1266 riuscì a far fronte a una ribellione musulmana in Murcia solo grazie all'appoggio di Giacomo I d'Aragona. La situazione all'interno del regno si complicò ulteriormente alla morte di Fernando de la Cerda (1275), il primogenito di Alfonso. Questi infatti, dopo aver proposto come successore il secondogenito Sancio, si accordò con Filippo III di Francia che difendeva contro Sancio i diritti dei figli di Fernando, gli Infanti de la Cerda. La situazione dinastica provocò presto una vera guerra civile tra padre e figlio; Alfonso X, inimicatosi buona parte della nobiltà castigliana e gli altri sovrani della penisola fu dichiarato decaduto dalle Cortes di Valladolid (1282) che offersero il trono a Sancio, il quale rifiutò il titolo di re, conservando quello di principe ereditario. Nonostante l'intervento francese il re moriva due anni dopo maledicendo il figlio ribelle. Fortunata e gloriosa fu invece la sua politica culturale. La sua corte divenne un centro dove musicisti, poeti, filosofi, storici di regioni e religioni diverse (arabi, cristiani e musulmani) collaborarono attivamente all'ambiziosa impresa cui Alfonso X si accinse: quella, cioè, di compilare una summa del sapere storico, giuridico e scientifico dell'epoca. A quest'opera grandiosa Alfonso X partecipò come organizzatore e supervisore. Intensa fu anche la sua produzione poetica. Le opere più importanti di Alfonso X si possono raggruppare in opere storiche: La crónica general de España (La cronaca generale della Spagna), poi continuata da Sancio IV, storia della Spagna per la cui stesura gli autori attinsero a innumerevoli fonti, e La grand e general estoria (La grande e generale storia) che dall'origine del mondo giunge alla morte di Mosè; giuridiche: Las siete partidas (Le Sette parti), il maggior tentativo di sistematizzazione del diritto realizzato nel Medioevo; scientifiche: Los siete libros del saber de astronomía (I sette libri sulle conoscenze astronomiche); poetiche: Cantigas de Santa María (Cantiche di Santa Maria). Poiché il castigliano non era allora in uso per la poesia a carattere lirico, Alfonso X scelse il gallego per esprimersi poeticamente. Fu questa l'opera che Alfonso X predilesse e quella che meglio esprime la personalità del monarca. Gli si attribuiscono: El lapidario, il Libro del acedrez, dados e tablas (Libro dei giochi degli scacchi, dei dadi e delle tavole). Rilevanti sono anche le traduzioni da lui ordinate, tra cui il Calila e Dimna.

Bibliografia

H. Anglés, La música de las Cantigas, Barcellona, 1943; E. S. Proctor, Alfonso X of Castile, Patron of Literature and Learning, Oxford, 1951; A. Ballesteros Beretta, Alfonso X el Sabio, Barcellona-Madrid, 1963; W. F. von Schoen, Alfonso X de Castilla, Madrid, 1966; M. Lopez Ibor, Catálogo de la Exposición Alfonso X el Sabio, Toledo, 1984; Autori Vari, Alfonso X y su obra, in “Revista de Ocidente”, n. 43, Madrid, 1984.

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