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Alfrédo (re del Wessex)

re dei Sassoni dell'Ovest (Wessex), detto il Grande (Wantage Berks 849-? 899). Salito al trono nell'871, combatté contro i Danesi che fin dal 787 saccheggiavano le coste dell'Inghilterra impadronendosi di gran parte di quel territorio eccettuato il Wessex. Con le vittorie di Ashdown (871) e Ethandune (878) e col Trattato di Wedmore (878) limitò la giurisdizione dei Danesi a oriente della Watling Street. Organizzò la marina e l'esercito nazionale (fyrd) e si dedicò a riforme amministrative e culturali. È ricordato inoltre per aver diffuso molte opere latine in madrelingua. Fece intraprendere e forse curò personalmente le seguenti opere: Beda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum; Orosio, Historia adversus paganos, alla quale aggiunse due episodi dei viaggi di Ohtere e Wulfstan; Boezio, De consolatione philosophiae; Gregorio Magno, Cura pastoralis, di cui è degna di nota la famosa lettera premessa alla traduzione sullo stato della cultura in Inghilterra, inviata al vescovo Waerferth; S. Agostino, Soliloquia. Ordinò la compilazione delle Cronache anglosassoni, rinnovò le leggi di Ine (688-726) e nei Proverbi, non tutti suoi, ispirandosi ai Proverbi di Salomone, offrì una guida morale al suo popolo. Fondò monasteri a Shaftesbury e Athelney e progettò quello di Winchester (capitale del Wessex). Il suo biografo, il gallese Asser, morto nel 910, ci ha tramandato gli Annales rerum gestarum Alfredi Magni, scritti attorno all'893, fonte preziosa e insostituibile per conoscere la storia di Alfredo e del suo regno.

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