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Altamura, uòmo di-

uomo preistorico i cui resti sono stati rinvenuti nei pressi di Altamura. In località Lamalunga, alla periferia della città, si apre l'ingresso (ca. 8 m di profondità dal livello del piano di campagna) di una grotta che, nell'ottobre del 1993, è stata teatro della scoperta, di eccezionale importanza per lo studio della preistoria italiana ed europea. In una cavità situata a ca. 60 m dall'imbocco della grotta è stato rinvenuto, in larga parte coperto da spesse incrostazioni calcaree, lo scheletro di un individuo, presumibilmente di sesso maschile. Date le condizioni di giacitura, è stato possibile recuperare soltanto alcuni campioni delle ossa localizzate; gran parte delle analisi sono state effettuate in situ, sui resti ancora avvolti nelle formazioni calcaree. Di tali resti fa parte il cranio, una circostanza assai favorevole poiché si tratta di uno degli elementi più significativi ai fini della diagnosi e della classificazione dello scheletro. I primi esami condotti hanno avuto esito incerto e tuttavia di grande rilevanza: alcuni tratti inducono ad assimilare l'uomo di Altamura alla specie Homo sapiens neandertalensis (ca. 130.000-35.000 anni da oggi), ma altri elementi (in particolare la morfologia della porzione neurale del cranio) sembrano riferibili a una forma più antica. Se questa seconda ipotesi fosse confermata, l'uomo di Altamura andrebbe ad aumentare il numero dei resti fossili umani europei databili al medio Pleistocene, cioè tra i 400.000 e i 100.000 anni da oggi, e diventerebbe il primo esemplare di uomo pleistocenico italiano del quale sia giunto fino a noi l'intero scheletro. L'esplorazione delle varie ramificazioni della grotta ha inoltre permesso di localizzare un ingente numero di resti faunistici, fra i quali sono state finora identificate ossa fossili di cervo, daino, cavallo, bue e volpe.