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Altare (Savona)

comune in provincia di Savona (14 km), 398 m s.m., 11,33 km², 2211 ab. (altaresi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro dell'Appennino Ligure situato presso la Bormida di Mallare, al centro di una vasta area forestale; il vicino colle di Cadibona segna il limite convenzionale tra le Alpi e gli Appennini. Fu possesso dei marchesi del Monferrato. La sua storia è legata all'industria vetraria, che secondo la tradizione venne introdotta da alcuni maestri vetrai provenienti da Orléans e da Nevers: la produzione artigianale prese l'avvio già nel sec. XI e perdurò fino all'Ottocento, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel sec. XV, tanto da entrare in concorrenza con Murano. Vi operò una sorta di corporazione dei maestri vetrai, denominata Università dell'Arte Vitrea, attiva sin dal 1495. Le maestranze altaresi si diffusero in tutta Europa durante i sec. XVI-XVII: Bernardo Perrotto lavorò a lungo in Francia.§ Il borgo medievale, che si sviluppò in corrispondenza della strada che da Savona conduceva verso l'interno e quindi a N attraverso Mondovì, conserva resti delle antiche fortificazioni. La chiesa dell'Annunziata fu costruita verso la fine del Quattrocento su una fabbrica romanica di cui resta il campanile; barocca è la parrocchiale di Sant'Eugenio. Alcune ville in stile liberty testimoniano la vocazione turistica del paese tra i sec. XIX e XX. Presso l'oratorio di San Sebastiano ha sede il Museo del Vetro e dell'Arte Vetraia. Al colle di Cadibona si trova il forte della Bocchetta, del sec. XIX.§ Ancora oggi la principale attività economica è rappresentata dalla lavorazione del vetro, esercitata su scala sia industriale sia artigianale. L'industria opera anche nei settori dell'imbottigliamento, idrosanitario e dei materiali per l'edilizia. L'agricoltura produce uva da vino e frutta.

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